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Alla lunga lista di personaggi
italiani che per cercare fortuna nel
mondo delle sette note sono stati
costretti a scavalcare le Alpi raggiungendo
Paesi come Francia, Germania e Belgio,
s'aggiunge il nome di Dj Remo. Milanese
di nascita, il dj (e recentemente
anche producer) porta avanti un discorso
musicale che oggi s'identifica in
un misto tra electro ed house, binomio
che attualmente pare il più
seguito dalle platee europee.
Amante dell'hip-hop e di tutte
le sperimentazioni legate alla musica,
Remo è resident da anni al
Pervert, uno dei locali italiani che
hanno sempre dimostrato una certa
aderenza al sound d'avanguardia. Passione
ed un fortissimo amore per la musica
hanno traghettato Remo verso il Pacha
di Ibiza e recentemente alla Giant
Wheel di Clemens Neufeld che, da solo
poche settimane, ha pubblicato il
suo disco d'esordio, "Black Sabrina",
già una hit nei circuiti underground
internazionali.

Ciao Remo
!! Iniziamo parlando un pò
del tuo passato: quando hai scoperto
la musica elettronica ??
"Ho avuto il mio primo approccio
con la musica elettronica ancor prima
di scoprire il mondo dei clubs. Quando
ho iniziato ad interessarmi al mondo
del djing ero molto vicino alla cultura
hip-hop e rimasi profondamente affascinato
dallelectro old school, un genere
che ha posto basi importanti per la
musica elettronica di oggi. Dopo il
mio primo viaggio ad Ibiza mi sono
avvicinato all'house music (in particolare
quella di Chicago) e successivamente
mi sono indirizzato verso sonorità
deep e tech-house fino ad arrivare
all'elettronica che propongo adesso"
Quali sono
stati gli artisti e/o i brani che
ti hanno coinvolto maggiormente in
questa particolare scena musicale
??
"All' inizio della mia carriera
hanno avuto molto peso artisti e brani
come "Planet Rock" dei Soul
Sonic Force, "The Adventures
Of Grandmasterflash On The Wheels
of Steel" di Grandmaster Flash
& The Furious Five, "Tour
de France" dei Kraftwerk, "Al
Naafish (The Soul)" di Hashim,
e poi Man Parrish, Warp 9, 808 State
solo per citarne alcuni. In seguito
invece ha avuto molta importanza la
magica tripletta di Josh Wink "Higher
State of Consciousness", "Dont
Laugh" e "Im Ready"
Come descriveresti
il tuo stile a qualcuno che non ti
conosce artisticamente ??
"Credo che 'crossover' sia la
parola magica ... un ideale ponte
tra house, techno ed electro, il tutto
chiaramente inteso in chiave underground.
Non mi piacciono le etichette e mi
ritengo eclettico e sempre in continua
evoluzione. Penso sia inutile classificare
o categorizzare quello che faccio,
è la mia musica, thats
it !!"
Dalla tua
biografia emerge un fatto particolare:
a soli 21 anni riuscisti a suonare,
per ben 7 ore consecutive, sulla terrazza
del popolare Pacha di Ibiza. Raccontaci
i dettagli di questa curiosa avventura.
"Fin dalla prima volta che arrivai
ad Ibiza sentii una forte attrazione
per l'isola. E' sicuramente un luogo
che avrà sempre un posto speciale
nel mio cuore. Non avendo avuto occasioni
per lavorare nella mia città,
decisi di fare quello che tanti dj's
di ogni parte del mondo fanno in estate
... ovvero arrivare con una borsa
piena di dischi e proporsi. Mi presentai
la prima volta al Pacha chiedendo
un posto come barista ma non avendo
nessuna esperienza mi domandarono
se ci fosse qualche altra cosa che
sapessi fare. Molto timidamente dissi
che avevo iniziato da poco a suonare
e così mi diedero una possibilità.
Beh, dopo la prima sera, mi proposero
di fare lì tutta la stagione.
Suonavo dall'una alle otto del mattino,
è stata un'esperienza importante
e mi ha dato loccasione di crescere
professionalmente. Ad Ibiza ti rendi
conto di cosa significa essere un
dj professionista perchè nulla
è lasciato al caso. Guardando
i dj's più quotati a livello
mondiale ho imparato davvero molte
cose"
Dal 2000
sei il dj-resident al Pervert di Milano
per il Pervert Gold, una delle one-night
più avanguardiste d'Italia.
Che aria si respira durante le serate
al Pervert ?? Si può davvero
sperimentare operando dietro la consolle
??
"Il Pervert Gold ha avuto il
merito di attuare un grosso cambiamento
a livello musicale sia a Milano che
nel nord Italia e penso che ormai
anche i più scettici lo possano
constatare. Al P:Gold si respira laria
di una grande festa, forse è
lunica one night di Milano dove
trovi gente che balla, si diverte
e che non ha bisogno della comparsata
della velina o letterina di turno.
Artisticamente invece il P:Gold non
ha nulla da invidiare ad altre serate:
lanimazione, i colori, lo spettacolo,
la gente in delirio è qualcosa
di veramente eccezionale e che solo
una serata come questa ti può
offrire. In questi anni ho avuto la
possibilità di sperimentare
musicalmente e di mettermi alla prova,
una libertà che non ho mai
trovato in occasione di serate in
altri locali. Sono molto grato alle
persone che mi hanno dato questa possibilità,
che mi hanno supportato e che ancora
oggi sono il mio unico vero punto
di riferimento su Milano"
L'Italia
è uno dei Paesi più
lenti nell'assimilare nuove tendenze
musicali: secondo te a cosa si deve
questa 'arretratezza sonora' ?? Forse
a radio, organi di stampa e dj's sempre
troppo poco attenti a quello che accade
oltralpe ??
"Penso che le cause siano molteplici:
innanzitutto c'è una diffusa
ignoranza su cosa sia realmente il
nostro lavoro. Se si iniziasse a capire
che la musica dei clubs non è
solo 'bum bum bum' ma che c'è
una cultura ben radicata dietro, la
situazione potrebbe migliorare. Nonostante
la buona volontà e la voglia
di proporre progetti di qualità,
credo che la mancanza di un network
radiofonico specializzato si faccia
sentire pesantemente e del resto a
livello editoriale la situazione non
cambia granchè: trovare un
giornale di settore è praticamente
impossibile !! Ritengo che l'arretratezza
sonora dell'Italia sia figlia della
scarsa cultura del clubbing e di conseguenza
tutto ciò che gira intorno
a questo mondo ne risente considerevolmente"
Anni fa,
per supportare la scena underground
della tua città, creasti Eat
Junk, un piccolo circolo di fianco
ad un cimitero che riusciva a trasformarsi
in un club per pochi intimi. Cosa
ricordi con maggior piacere di quel
periodo ??
"Fu un periodo molto bello per
me. Una sera, guardandomi intorno,
pensai che era davvero quello che
avevo sempre sperato di vedere a Milano.
Eat Junk nacque come una festa tra
amici: per entrare bisognava avere
una membership-card senza la quale
non si entrava e molte persone possono
tuttoggi testimoniarlo. Presi
spunto dal Paradise Garage, ero affascinato
dal fatto che Larry Levan facesse
addirittura delle interviste alle
persone per farle accedere al club
dove suonava. Si era creato un ambiente
intimo e ristretto e il nostro punto
di forza stava nel fatto che, essendo
abusivi, non avevamo orari di chiusura.
Molte volte venivano a trovarci sia
polizia che vigili ma con 300 persone
che non volevano saperne di andare
a casa che avrebbero potuto fare ??
:o) Come tutte le cose belle però
Eat Junk durò poco. Oggi è
una one night mensile dove ho la possibilità
di suonare quattro ore ed esprimermi
al meglio avendo un contatto più
diretto col mio pubblico"
Da poche
settimane è uscito, su Giant
Wheel, il tuo primo disco, "Black
Sabrina", che si avvale del contributo
di Chelonis R. Jones. Come è
nato il contatto con la nota label
tedesca fondata da Clemens Neufeld
??
"Già da un pò di
tempo proponevo nei miei sets dischi
di questa label: il loro sound era
molto vicino allo stile che avevo
in mente di proporre nelle mie produzioni
così si è trattato di
una scelta quasi automatica inviare
in Germania i miei demo. Mi trovo
davvero bene allinterno della
loro etichetta, sono tutti gentilissimi
e molto professionali. Credo che prossimamente
si sentirà parlare tanto della
Giant Wheel"
Perchè
hai preferito un'etichetta estera
ad una italiana ?? Forse per la quasi
totale assenza di piattaforme musicali
in grado di sostenere un confronto
con l'estero ??
"Ritengo che lassenza di
piattaforme musicali sia una delle
cause principali per cui molte produzioni
italiane non vengono promozionate
più di tanto nel mercato estero.
Credo che nel nostro Paese si contino
sulle dita di una mano le labels che
hanno un riscontro notevole anche
fuori dai confini. La mia preferenza
per unetichetta tedesca è
stata dettata semplicemente dal fatto
che, in queto momento, il mercato
del vinile ha un particolare riscontro
positivo in nazioni come la Germania
e la Francia mentre si presenta in
grave deficit in Italia dove il solo
costo degli stessi dischi può
spiegare molto di questa crisi"
Ci sono
artisti italiani che ammiri in modo
particolare ??
"Ho grandissimo rispetto per
moltissimi dj's italiani in particolare
Ricky Montanari, Ralf, Alex Neri e
Francesco Farfa. A livello personale
hanno avuto un forte ascendente sul
mio iter artistico Obi Baby e Lorenzo
Lsp. Altri nomi che ritengo significativi
in Italia e all'estero sono tutti
nell'ambito delle produzioni e in
particolare mi vengono in mente artisti
come Dj Naugthy, Drama Society, Niki
B & Christian Effe"
Tra gli
esteri invece chi segnaleresti ??
"Potrei citare molti artisti
con cui ho lavorato e che, oltre ad
essere dei big, sono anche delle splendide
persone. Josh Wink (una delle mie
più grosse fonti di ispirazione)
e Steve Lawler che ha avuto il coraggio
di scommettere su di me. A livello
di produzioni nomi come Blackstrobe,
Tiefschwarz, Trentemoller e James
Holden sono alcune delle proposte
più interessanti del mercato
europeo"
Chi è
la Sabrina di "Black Sabrina"
??
"Molte persone mi hanno fatto
la stessa domanda pensando che si
trattasse di qualche mia fantomatica
fidanzata a cui avessi dedicato la
canzone ma niente di tutto ciò
!! Black Sabrina, come si dice allinizio
del pezzo, non è una donna
ma un movimento (Shes A Movement)"
A settembre
è prevista l'uscita di "Empire"
(su Pacha Recordings), ancora prodotta
in coppia con Chelonis R. Jones.
Come è nato il contatto con
l'artista proveniente dalla berlinese
Get Physical Music ??
"Ho iniziato a conoscere Chelonis
grazie al singolo "I Dont
Know" uscito circa una anno fa
su Get Physical e presto diventato
uno dei dischi più suonati
nella scorsa stagione. Quasi per gioco
è nato uno scambio di e-mails
che mi ha fatto decidere di inviare
alcune basi strumentali che avevo
messo giù quasi istintivamente.
Chelonis, con grande entusiasmo, ha
accettato di lavorare su quelle basi
e dopo poco sono nate "Black
Sabrina" ed "Empire".
Quest'ultima propone un sound completamente
diverso da "Black Sabrina":
abbiamo voluto realizzare appositamente
due progetti diversi per poterci posizionare
in due fasce differenti di mercato.
Per alcuni aspetti "Empire"
è più orecchiabile ma
le due produzioni hanno atmosfere
completamente diverse"
Parlaci
dei tuoi nuovi progetti (produzioni
discografiche, remix, serate etc.)
"Per quanto riguarda le gigs,
questestate sarò resident
nella nuova serata di Steve Lawler
allo Space d'Ibiza, Viva. A causa
di questo impegno ho dovuto lasciare
temporaneamente la residency al Pacha
anche se suonerò occasionalmente
in main room. Ad agosto (precisamente
l'8) suonerò ad una serata
al Cocoricò con tutto lo staff
del Pervert. A settembre sarò
sempre resident al Pervert Gold (la
seconda domenica del mese a partire
da Ottobre), al Red Light (il sabato
sera curato sempre dallo staff Pervert)
e mensilmente (di venerdì)
al Dangerous Delight e all'Eat Junk.
Per quanto riguarda le produzioni
invece usciranno presto i remix di
"Black Sabrina" prodotti
da Thomas Schumacher e da Filippo
'Naughty' Moscatello. Successivamente
uscirà "Empire" sulla
neonata etichetta del Pacha con alcuni
remix al quale seguirà (entro
la fine dell'anno) un mio e.p. su
Giant Wheel. Parallelamente lavorerò
anche al mio primo mix-cd, sempre
per la medesima label"
Quale credi
che sia l'evoluzione della dance elettronica
?? Oggi molti fanno riferimento alla
miscellanea nata tra house ed electro
...
"Credo al momento il mix di cui
tu parli stia già saturando
il mercato. La dance elettronica è
in continua evoluzione e personalmente
credo che sia più probabile
un'evoluzione sulla ritmica e sui
suoni. C'è da dire che questo
mondo è molto imprevedibile
quindi molte volte è davvero
pericoloso fare previsioni"
Siamo al
termine: lascia un messaggio agli
amici che supportano la tua musica.
"Grazie di cuore a tutte quelle
persone che stanno dimostrando grande
interesse per la mia musica e che
mi danno gli stimoli giusti per migliorarmi
e crescere. A presto !! Dj Remo"
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