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Colonna portante, assieme a Marco
Passarani e Mario Pierro, della Final
Frontier di Roma, Francesco De Bellis
è oggi uno dei nomi italiani
che meglio rappresentano la dance
elettronica oltre le Alpi. La sua
attività nel mondo discografico,
iniziata alla metà degli anni
'90 coi progetti Mat 101 e Jollymusic
(condivisi con l'amico Mario 'Raiders
Of The Lost ARP' Pierro) si è
arricchita in modo a dir poco straordinario
attirando l'attenzione di alcuni tra
i personaggi più in vista d'Europa.
La carriera da solista, segnata dagli
pseudonimi Francisco e Mr. Cisco,
è in continuo fermento: "Moon
Roller" ad esempio è finita
nelle tracklists di importanti raccolte
come "The Loft Club 3" (su
Sinnamon), "New Wave Disco 2"
(su Disque Deluxe) e "Body Language
1" assemblata dai M.A.N.D.Y.
mentre la scabrosa "Fregna"
fa registrare le presenze in "A
Bugged Out" di Erol Alkan (sull'inglese
Resist Music), "Ryan Shaw"
di Tom Middleton (per il magazine
DJ), "ElectRoma" (su ElectRoma)
ed "Electa" sulla bolognese
Irma.
Al recente remix per "Ce Kul"
di Munk featuring Chloè (su
Gomma) poi vanno aggiunti altri punti
a suo favore come il potente "Esplanade
'97" (interpretato da Adam Bourke
dei Sorciverdi) entrato nelle grazie
di Tiga e "Life Is Life E.p."
(edito come Mr. Cisco) voluto da Dexter
nel catalogo della sua Klakson. A
pochi giorni dalla pubblicazione del
suo primo album da solista, Francisco
è venuto a trovarci sulle pagine
del nostro Jay Culture.

Ciao Francesco
e benvenuto su Jay Culture. Iniziamo
parlando di te e del tuo primissimo
accostamento alla musica elettronica.
"Ciao Giosuè e ciao a
tutti i lettori. Ho iniziato alla
fine degli anni '80 quando riuscii
a convincere i miei genitori a comprarmi
i classici Technics 1200 che ai tempi
costavano un pò meno di oggi.
Avevo bisogno di tutto: mixer, amplificatore,
casse ma ero convinto nel diventare
un dj. Come molti, in quel periodo,
mi piaceva lo scratch mentre l'electro
e l'hip-hop old-school erano praticamente
fondamentali. Era anche il periodo
d'oro del campionato DMC e nello stesso
tempo l'house stava diventando un
fenomeno sempre più grande.
Nei primi anni '90 ho assistito alla
'rivoluzione' (mi piace chiamarla
così) della techno: si trattava
di un'evoluzione della house e dell'acid-house
con riferimento a tutte le prime produzioni
dell' Underground Resistance, Kms,
Plus 8 e molte altre. A Roma la techno
aveva preso piede in maniera molto
strana diventando un fenomeno incontrollabile:
migliaia di persone riempivano capannoni
e clubs molto grandi; si respirava
un'aria completamente nuova e non
sembrava neanche più di stare
in Italia. La techno aveva fans da
tutti i circuiti ed aveva unito hip-pop,
dance, industrial, dark e chi più
ne ha più ne metta. In seguito
le cose cambiarono ed anche la techno,
ormai popolarissima, venne fraintesa
da molte persone. In me cominciò
una nuova 'rivoluzione' ovvero quella
inneggiata delle produzioni dell'inglese
Warp: mi riferisco alle annate '93/'94/'95
che per me sono state fondamentali.
Aphex Twin, Mu-Ziq ed Autechre rappresentarono
un motivo per iniziare a prendere
in mano una tastiera, anzi un synth,
per fare qualcosa"
Quali sono
gli stili e gli artisti dai quali
prendi spunto per creare la tua musica
?? E come definiresti il tuo attuale
sound ??
"Lo spunto per fare musica cambia
continuamente a seconda del progetto
però mi rendo conto che il
riferimento ai suoni del passato è
un comune denominatore di tutti i
miei pezzi. Negli ultimi anni ho ascoltato
tantissima musica: dalla disco alle
colonne sonore italiane, dal pop anni
'80 alle musiche dei videogiochi,
dalla new-wave alla musica hawaiiana
... Non c'è un artista in particolare
ma adesso me ne viene in mente uno
su tutti: John Carpenter"
Rappresenti,
assieme al team di Final Frontier,
una delle realtà italiane più
note e rispettate all'estero. A cosa
credi che sia dovuta l'involuzione
da parte dell'Italia di fronte al
panorama della musica elettronica
?? Mancanza di cultura forse ??
"Purtroppo (ed è risaputo)
che le cose non durano per sempre.
Il fatto che musicalmente l'Italia
di oggi non esporti niente (tranne
Pavarotti) non dipende sicuramente
dagli anni '90: questo è un
problema che parte dagli anni '70.
In passato l'Italia è stata
una vera miniera di musicisti come
Morricone, Piccioni, Umiliani, Simonetti
... forse è un problema di
atteggiamento che fa la differenza
o forse perche prima era molto più
complicato fare musica e quindi rimaneva
in gioco soltanto chi era davvero
capace"
Per anni
hai militato, assieme a Mario 'Raiders
Of The Lost ARP' Pierro, nel progetto
Jollymusic che vi ha completamente
lanciato nel frangente estero della
musica. Come mai avete deciso di interrompere
la collaborazione ?? Si tratta di
uno stand-by momentaneo oppure Jollymusic
non pulserà più nel
mondo delle sette note ??
"Jollymusic ha rappresentato
il motivo per cui oggi vedo questo
come un lavoro con tutto quello che
comporta la parola 'lavoro'. Mi spiego
meglio: con l'esperienza della Sony
sono riuscito a vedere le cose da
vicino e quindi anche i retroscena
infelici del mondo del music-business.
La pausa è servita a farci
fare una vacanza da tutto questo.
Ti anticipo che abbiamo già
iniziato il nuovo album di Jollymusic:
prima o poi riuscirò a fare
il secondo album di qualcosa visto
che di ogni progetto si è sempre
fatto solo il primo"
Da qualche
tempo vesti i panni di Francisco/Mr.
Cisco: ci sono sostanziali differenze
tra i due progetti ?? Quale sound
ti proponi di portare avanti attraverso
la tua carriera da solista ??
"Francisco rappresenta il lato
più disco della mia musica
e sinceramente non so se sarà
così anche in futuro. Sicuramente
con questo progetto l'intenzione è
quella di creare un suono che mi permetta
di arricchire la mia valigetta dei
dischi visto che oggi mi risulta piuttosto
difficile trovare cose interessanti"
Su Nature
è uscito da poco "Music
Business", il primo lp di Francisco.
Cosa contiene ??
E con quali presupposti l'hai realizzato
??
"Per me l'album è sempre
stata 'una bella cosa', rappresenta
molto ed è un lavoro stimolante
ma nello stesso tempo difficile. Non
mi piace creare un album facendo leva
unicamente su una raccolta di pezzi
poichè credo sia importante
trovare un argomento in comune che
leghi tutte le tracce. In questo caso
è stato il suono l'argomento,
per la precisione quello caldo e in
qualche modo anche 'sporco' visto
che ho utilizzato prevalentemente
macchine analogiche. Vi è anche
un reale gioco di società,
un viaggio all'interno del mondo del
'music business' ... e ricalcando
le frasi che si sentono tanto in tv:
'gioca anche tu e potrai arrivare
al numero uno delle classifiche' ;o)"
In un recente passato hai rilasciato
pezzi dai titoli osè come "Fregna"
e "Culo". Era solo un gioco
oppure volevi mettere in evidenza
qualcosa di particolare ??
"Intitolare dei pezzi come "Fregna"
e "Culo" nasce unicamente
come un gioco visto che frequentemente
sui pezzi si utilizza la dicitura
inglese (big dick oppure ass). Un
giorno mi sono chiesto: perchè
non farlo in italiano ?? E poi non
bisogna dimenticare che nella vita
ci sono anche cose importanti proprio
come la fregna :o)"
Recente è
anche l'uscita di Pigna People, altro
lavoro emblematico che ti ritrae assieme
a Marco Passarani e Mario Pierro.
Come nasce quest'idea che racchiude
in sè l'essenza del sound di
Pigna ??
"Pigna People rappresenta il
primo compleanno della 'nostra' etichetta.
Essendo il numero dieci di catalogo
abbiamo pensato che fosse giusto festeggiare.
Inoltre il suono che abbiamo trovato
con questa linea ci avvicina tutti
e tre alla stessa idea del dancefloor
(non mi piace proprio questa parola
ma la uso ugualmente)"
Durante la
scorsa primavera hai rilasciato "Life
Is Life E.p." sull'olandese Klakson
(nelle vesti di Mr. Cisco). Prevedi
di tornare a collaborare con la label
di Dexter e Steffi ??
"Lavorare per Klakson è
stato davvero divertente: mi piace
come etichetta e Dexter rappresenta
uno dei pochi produttori che mi interessano
di questi tempi. Riguardo un possibile
follow-up: perchè no !! Magari
nel 2006"
Pare che
il confine tra house, techno ed elettronica
si stia assottigliando sempre di più:
hai idea di quali potrebbero essere
le nuove vie da percorrere da un producer
nel vicino futuro ??
"Dopo la disco è la chicago-house
a rappresentare il passo successivo
più ovvio. Piano piano si stanno
ripercorrendo tutti i generi e forse
non si hanno più idee e quindi
si ricorre a qualcosa di già
fatto. E' trascorso tanto tempo e,
dopo circa vent'anni, le cose (e i
conti) tornano. Comunque credo sia
positivo che tutti i generi (e sotto-generi)
dell'house si stiano allineando. Come
in "Ghostbusters": quando
tutti i flussi si allineano sta per
accadere qualcosa...."
Cosa pensi
dell'attuale scena musicale italiana
?? Ci sono artisti, labels e clubs
che ti piacciono in particolar modo
??
"Non saprei anche perchè
al momento non penso troppo alla scena
italiana. Mi rendo conto che sono
aumentati i clubs che propongono un
suono simile al mio e questo lo capisco
dal fatto che mi chiamano a suonare.
In ogni caso in Italia pare siano
tutti l'uno contro l'altro e in questa
maniera la scena non si può
certamente formare. Il french-touch
rappresentava un esempio perfetto
di 'scena' nella quale, se un disco
dei Daft Punk avesse fatto cilecca,
si sarebbe indetto lutto cittadino.
Loro si che ci tengono a chi rappresenta
il proprio Paese all'estero !!"
In Europa
ci sono dei nomi di dj-producers e
labels che senti di segnalare per
qualche merito in particolare ??
"I-F è sempre stato uno
dei miei dj's preferiti. Tra le labels
la Clone propone cose che mi piacciono
(tra cui quelle di Alden Tyrell) invece
tra i producers cito Hans-Peter Lindstrøm.
Parlando di cose più lontane
dalla dance mi piace molto Jon Brion,
l'esecutore della cononna sonora di
Eternal Sunshine"
Tanti quelli
che asseriscono ad una definitiva
morte del vinile. Come la pensi in
merito ??
"Mah ... forse il vinile è
l'unico formato che ha retto di più
e continua, in maniera diversa, a
vivere. Il cd ad esempio è
morto presto ed ora si vive prevalentemente
di files mp3. Anche il dvd, per certi
versi, è vintage visto che
oggi abbiamo il dvx. Insomma, ognuno
sceglie il formato che vuole ma personalmente
il vinile mi dà la sensazione
di aver speso bene i miei soldi. Non
saprei per quale motivo ... forse
per le dimensioni o forse perchè
si tratta di un formato non riproducibile
e quindi acquista un valore maggiore.
Jollymusic era un elogio al suono
del vinile e c'è poco da fare:
è più caldo ed inoltre
lo puoi toccare. Insomma, è
come fare sesso ;o)"
Hardware
e software: qual'è il tuo 'mondo'
preferito quando sei chiuso in studio
??
"Nel mio studio l'equipment è
quasi tutto analogico. Sono un feticista
e quindi ho bisogno di avere lo strumento
davanti a me ed usare le mani come
si faceva un tempo. Certamente i moderni
software evitano di spendere fior
di 'quadrini' (come un tempo si diceva
a Roma) per avere uno studio semi-professionale
ma comunque penso che dipende sempre
da quello che vuoi ottenere. Per quello
che cerco io purtroppo i 'quadrini'
sono indispensabili"
Ringraziandoti per il tuo tempo, ti
lascio l'ultima riga per i classici
saluti.
"Grazie a te caro Giosuè
!! Ciao da: Francesco, Francisco,
Mr. Cisco, Jollymusic, Mat 101 e Pigna
People. Sono sempre io però
!! ;o)"
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