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Inizialmente noto come Gaetek,
Gaetano Parisio è uno dei dj
napoletani che meglio rappresentano
la techno italiana all'estero. Sostenitore
della scena groovy e di una particolare
alchimia nata dall'unione tra techno
ed house, Parisio esordì nel
1996 attraverso la Design, la label
dell'amico Marco Carola, primo segmento
dal quale è poi partito un
vero e proprio viaggio che ha portato
il produttore partenopeo nei cataloghi
di accreditate etichette come Primate
e Planet Rhythm.
Nel 1997 è la volta della
Conform, la sua label sulla quale
approdano personaggi di spicco tra
cui Cisco 'The Advent' Ferreira, Adam
Beyer e il già citato Marco
Carola col quale condivide il progetto
C&G South System, andato a finire
su Drumcode e Tortured.
Nel '98, grazie all'apporto fondamentale
della Elp Medien di Francoforte, nasce
la seconda etichetta, la Art, con
la quale Parisio esprime al massimo
la sua vena produttiva arricchitasi
ulteriormente con una terza, la Southsoul
(e la 'sorellina' Southsoul Appendix),
destinata a releases dal respiro maggiormente
housy.

Ciao Gaetano
!! Per iniziare facciamo un balzo
indietro negli anni parlando del tuo
primo approccio con la musica. Quando
hai scoperto l'elettronica e, più
in particolare, la techno ??
"Beh, si tratta davvero di un
bel salto !! ;o) Il mio primo approccio
all'elettronica è stato chiaramente
negli anni '80 che personalmente amo
tantissimo per tutto ciò che
hanno rappresentato e per tutti quegli
'input' che hanno saputo dare alla
generazione successiva di artisti.
Senza dubbio ero (e rimango) un grande
fan dei Depeche Mode e dei New Order
che sono stati i primi a sconvolgere
i miei gusti musicali facendo classici
su classici, sempre attualissimi,
oggi come non mai. Per me la techno
è nata nel '89-'90 quando incominciavo
ad andare a ballare con i miei amici
(sempre gli stessi) proprio come oggi
fanno milioni di ragazzi ogni weekend.
All'inizio si trattava di piccole
feste qui a Napoli che erano ristrette
ad una cerchia di persone, quasi sempre
le stesse. Molto spesso era presente
qualche ospite straniero ed io ero
il classico ragazzino che stava dietro
la consolle affascinato da quel mondo
che si stava aprendo ai miei occhi.
Forse altrettanto importante è
stato il viaggiare all'estero ed andare
a feste che proponevano sonorità
totalmente differenti: a Napoli infatti
(come in tutta Italia) in quel periodo
di techno ce n'era ben poca a differenza
di molta house e 'progressive' (si
chiama così in Italia vero
?? :o))"
Come definiresti
il tuo attuale stile musicale ?? Personalmente
lo identifico nel 'tech-funk' ...
"E' una domanda che mi mette
sempre un pò in difficoltà
perchè il mio range è
un pò più vasto. Si
parte da una minimale molto spesso
mentale per poter finire ad una techno
un pò più esasperata
ma attenzione: sempre con elementi
groove e giri di basso, ecco perchè
la tua definizione 'tech-funk' ci
può tranquillamente stare.
Secondo me definire un genere è
sempre una limitazione essendo solo
un aiuto nell'orientamento di chi
ascolta"
Nei primi
anni di produzione discografica vestivi
i panni di Gaetek: prevedi che in
futuro potrai tornare ad utilizzare
questo pseudonimo che corrispondeva
ad un palato maggiormente technoide
??
"Ho incomiciato ad usare lo pseudonimo
Gaetek quando, agli esordi, mi chiamarono
a suonare in una serata qui a Napoli.
Credevo che il mio nome fosse troppo
lungo e fondamentalmente poco orecchiabile
ma col passar del tempo ho scoperto
che, specialmente all'estero, i miei
dubbi erano totalmente infondati.
Oggi la gente, nonostante siano passati
ben 7 anni dall'ultimo disco targato
Gaetek, mi continua a chiamare così
ed io non ci posso proprio fare niente
anzi credo che prima o poi ... ;o)"
Assieme
ai concittadini Carola, Vigorito,
Cerrone, Squillace e Markantonio hai
creato un vero e proprio filone che
ormai in Europa viene definito 'neaples
techno'. Come mai il tuo stile (e
quello dei tuoi colleghi) è
stato recepito in modo più
veloce e più completo dal pubblico
estero e non da quello nostrano ??
"La risposta è purtroppo
scontata. Il fenomeno Techno in Italia
non è mai scoppiato del tutto
come in qualsiasi Paese europeo. Noi
ragazzi napoletani non siamo mai stati
pubblicizzati qui in Italia e solo
ora, dopo quasi dieci anni che io
e Marco (Carola) siamo in giro per
il mondo, si incomincia a parlare
un pò di questo fenomeno. Ti
assicuro che per noi sarebbe bellissimo
poter rappresentare in parte il movimento
italiano all'estero ma purtroppo non
è così. Sfido chiunque
nel potermi contraddire se dico che
il genere che noi facciamo rappresenta
quello che in Italia attualmente si
ascolta nei clubs anche se ho notato
con piacere che un minimo di interesse
in più rispetto a prima c'è.
Sono sempre più numerose le
e-mails che ricevo da tutta italia
per consigli specialmente per come
farsi strada in un Paese come il nostro"
Quali sono
gli impedimenti che determinano il
grave stato di arretratezza musicale
italiano ?? Forse radio-dj's-labels
sempre poco attente alle novità
e poco disponibili nei confronti di
nuovi nomi ??
"Il discorso è lungo.
Il movimento della dance italiana
è sempre stato sempre un pò
'presuntuoso'. Secondo me tutto nasce
dall'italodisco degli anni '80 con
la quale l'Italia la faceva da padrona
in tutte le classifiche. Purtroppo
da quel periodo siamo rimasti a guardare
solo ciò che accadeva dentro
i nostri confini senza soffermarci
per un solo momento e chiederci cosa
stava succedendo a Detroit o a Berlino
e più in generale in tutta
l'Europa. Per me, come ho già
detto poco fa, è stato fondamentale
viaggiare per avere nuovi input"
Ci sono
artisti italiani che ammiri in particolar
modo ?? Perchè ??
"Ci sono diversi artisti Italiani
(escluso naturalmente i napoletani,
siamo tutti amicissimi) con cui ho
un buon rapporto di stima e con qualcuno
anche di amicizia. Ci sono artisti
(come Francesco Farfa) che si sono
saputi rigenerare e non ghettizzarsi
in un contesto come poteva essere
quello toscano grazie al proprio talento
e allo spessore umano. C'è
Mauro Picotto col quale mi sono trovato
in diverse parti del mondo a suonare
e divertirmi. Ho conosciuto (sempre
all'estero) Joy Kiticonti la cui simpatia
non ha eguali, Marco Passarani che
ho incontrato a Roma tramite amici
in comune ma la storia, purtroppo,
finisce qui"
Risale al
'98 il remix che confezionasti per
"Data 2" di Racket Knight
(progetto dietro il quale si celavano
Cominotto e Dj Lukas): ritieni che
oggi una collaborazione del genere
(naturalmente al di fuori del circolo
napoletano) possa ripetersi ?? Oppure
non hai alcun interesse nei confronti
di producers italiani ??
"Sinceramente al momento non
ho alcun interesse nel cimentarmi
in collaborazioni che al di là
di un ritorno pubblicitario all'estero
del disco (perché di quello
si tratta) non offrano un'idea alle
spalle o un concetto valido. Ma questo
dicorso vale anche per gli artisti
non italiani"
Hai fondato
tre labels (Art, Conform e Southsoul)
che contribuiscono nel tenere alta
la bandiera della techno italiana
nel mondo (nonostante molti non sappiano
nemmeno che siano italiane). Cosa
ti ha spinto a fondare delle piattaforme
musicali ??
"Nel '96 l'unico maniera per
poter essere conosciuti all'estero
e per potersi affermare in campo internazionale
era il cimentarsi nel produrre musica
e magari creare un etichetta cercando
di trovare poi una distribuzione che
puntasse su di te. Come già
detto, la scena italiana è
comandata da radio e pr del nord che
pubblicizzano e portano avanti da
sempre gli stessi artisti assicurando
ascolti e stacchi di biglietti nei
locali. Tutto questo si ripercuote
in maniera molto negativa sull'intero
sistema poichè non permette
assolutamente l'emergere di nuovi
talenti che poi è alla base
dell'evoluzione della musica e della
scena stessa. Fin quando questa mentalità
non cambierà, sempre più
artisti saranno costretti a crearsi
una propria strada su terreni più
fertili e con gente più propositiva
e disposta a scommettere sull'arte
e non su un sicuro business. Il mio
è uno sfogo perchè (spero)
che in un futuro non troppo lontano
artisti italiani possano essere considerati
sia in Italia che all'estero a differenza
di quello che è capitato, purtroppo,
a noi"
Dopo un
periodo di pausa sei tornato su vinile
in forma smagliante rilasciando il
#009 di Southsoul, il #023 di Conform
ed una sagace collaborazione con Hertz
andata a finire nel catalogo dell'inglese
Painkillers di Billy Nasty. Puoi anticiparci
qualcosa riguardo i tuoi nuovi progetti
(magari tra questi anche un nuovo
album) ??
"Negli ultimi anni il numero
delle mie produzioni si è abbassato
per diverse circostanze ma ho sempre
continuato a lavorare in studio. Pensa
che oggi ho centinaia di tracce mai
uscite ma già sperimentate
nei clubs di tutto il mondo !! Questo
mi dà un grosso vantaggio poiché
posso, anche grazie ad una preziosa
collaborazione dall'estero che si
occupa del management delle etichette,
pianificare le mie uscite in maniera
più razionale senza grossi
'buchi' tra una e l'altra. Sicuramente
ci saranno due nuovi doppi mix sia
su Conform (col progetto "Profile")
che su SouthSoul, magari con un restyling
della grafica e della musica. Vedremo
!!"
Come giudichi
l'attuale panorama europeo della musica
techno ?? Quali sono le tue preferenze
??
"A mio avviso il momento non
è dei più brillanti.
Per quanto riguarda le feste, credo
che il mercato risenta molto delle
varie crisi economiche dei Paesi europei
... chi più chi meno. Dal punto
di vista musicale credo che la tendenza
sia quella di 'umanizzare' un pò
più la techno non rendendola
così estrema come un tempo
e magari, con mio piacere, ritornando
a sonorità più orecchiabili.
Questo avvicinerebbe in maniera meno
traumatica chi non conosce ancora
questo mondo musicale (tra cui molte
ragazze!! ;o)"
Hai girato
il mondo in lungo e in largo: dove
hai trovato il pubblico più
ricettivo al tuo sound ??
"Credo che i Paesi in cui mi
sia divertito maggiormente siano stati
quelli con una cultura latina ma anche
dove si esce da anni di depressione
come quelli dell'Est europeo. Lì
la gente ha voglia di divertirsi e
di ballare !! Un capitolo a parte
spetta a Napoli dove la gente è
abituata al nostro sound e, per fortuna,
non si è ancora stancata"
Nei tuoi
dischi più recenti ho riscontrato
un'attitudine maggiore nei confronti
della prima house di Chicago: credi
che la tendenza di oggi sia rappresentata
dalla rielaborazione di suoni appartenenti
alla fine degli anni '80-inizi '90
?? (in tantissimi, ad esempio, si
sono cimentati in esperimenti neo-acid).
"Si, come ho detto poco fa, i
tempi stanno cambiando e parallelamente
anche la musica. Credo che gli artisti
abbiano il compito di cercare sempre
nuove strade senza però rinunciare
al proprio stile: è proprio
ciò che fà la differenza"
Quando sei
in studio preferisci adoperare macchine
hardware o software ?? Perchè
??
"Uso sia l'hardware che i software
ma mentre il primo lo uso prevalentemente
per avere maggiore qualità
nel suono il software lo adopero per
comodità poichè ci sono
funzioni che oggi ti rendono la vita
facile come non mai riuscendo a fare
cose impensabili fino a qualche anno
fa"
Siamo alla
fine: lascia un messaggio agli amici
di Jay Culture.
"Divertitevi sempre ... ma con
buona Musica !! Gaetano Parisio"
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