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Rude 66 è lo pseudonimo
dietro il quale si cela l'olandese
Ruud Lekx, personaggio dedito a sonorità
elettroniche. La sua esperienza nel
mondo musicale nacque più di
un decennio fa grazie all'avvicinamento
all'acid-techno (ha inciso anche per
la Djax-Up Beats di Miss Djax) ma
dal 1997 la sua attenzione si è
focalizzata esplicitamente sull'electro,
spesso dai risvolti dark.
La particolarità essenziale
di Rude 66 è l'amore spropositato
per l'improvvisazione: spesso le sue
tracce nascono da
live-performances e non da progetti
nati a tavolino.
Recentemente il bravo produttore
olandese ha fondato la Vynalogica
Records piattaforma musicale
dedita a sonorità innovative
che sinora ha pubblicato poche (ma
interessanti) releases firmate da
Dntel, Legowelt vs Orgue Electronique,
Bangkok Impact vs Kassen ed Endorphins.
Nell'attesa che escano due nuovi
e.p. (ormai imminenti) Rude 66 è
venuto a svelarci i retroscena dell'electro
olandese che mai come in questo periodo
sembra essere stata più prolifica.

Ciao Ruud
!! Dopo averti aperto le "porte
virtuali" parliamo un pò
di te e della tua passione per la
musica.
"Diciamo che amo la musica da
sempre. Quando avevo circa 6-7 anni
acquistai i miei primissimi 45 giri
(i classici 7") di "Popcorn"
ed "Autobahn". Ricordo che
mi incantavo nel guardare un video
di Jean Michel Jarre che lo ritraeva
in mezzo al deserto tra decine di
sintetizzatori analogici. La scintilla
scoccò in me in modo definitivo
nel 1982 quando scoprii i New Order
e il loro synth-pop. Qualche anno
dopo (attorno al 1988) mi appassionai
all'acid-house, un genere che mi fece
scoprire un mio compagno di scuola,
Guy Tavares il creatore della Bunker
Records"
Quale parola
utilizzeresti per definire il tuo
stile ??
"Sicuramente opterei per "elettronica"
ma ricca di tante sfumature: dall'acid
al drum and bass, dalla techno all'electro
... mi piacciono moltissimo i legami
che possono nascere tra un genere
e l'altro, soprattutto quando sono
dark ed hard. A questo punto mi verrebbe
da dire "dark-electronic".
Gran parte dei miei pezzi nascono
da esibizioni live. Non mi piace comporre
una traccia scrivendo le note dalla
a alla z e poi risuonarle. Sono attratto
dall'improvvisazione e dalle combinazioni
dei synths che nascono mentre sto
registrando. Questa è stata
una delle ragioni che mi hanno spinto
a non produrre più musica drum
and bass, un genere che negli ultimi
tempi non riscuote più molto
successo nei locali da ballo"
Nel 2002
hai fondato, assieme a Jouke Schouwstra,
la Vynalogica. Quali sono stati i
motivi che ti hanno spinto a creare
una piattaforma musicale tutta tua
??
"Lavoravo già nel CEM
Studio per altri progetti e quella
di Vynalogica è stata un'idea
quasi naturale. Nel CEM Studio abbiamo
raccolto decine e decine di sintetizzatori
analogici (tra i quali alcuni molto
rari!!) appartenenti agli ultimi 40
anni. Spesso per le nostre produzioni
ci affidiamo a macchine degli anni
'60 e '70, risalenti a periodi in
cui il computer non aveva ancora fatto
la sua comparsa. Ci è subito
piaciuta l'idea di provare a creare
un vero studio analogico per ricreare
l'atmosfera dei pionieri della musica
elettronica che iniziarono a produrre
musica in questa maniera circa 30
anni fa. Vogliamo dimostrare di essere
capaci di ricreare la "generation
classics", quella che non aveva
a disposizione mouse e plug-ins virtuali.
Proprio per questo motivo, alcuni
artisti di Vynalogica sono venuti
a trovarci nel nostro studio per guardare
dal vivo le macchine che oggi sono
considerate un pò "preistoriche".
Oggi si registra sull'hard-disk e
non più su registratori multitraccia.
Noi invece ci distacchiamo dalla tecnologia
per tornare indietro nel tempo"
In base a
cosa selezioni i pezzi che andranno
a finire nel catalogo della Vynalogica
?? Quali sono i requisiti essenziali
che dovrebbe avere una produzione
per apparire sulla tua label ??
"Fondamentalmente seleziono gli
artisti. Cerco di ascoltare il più
possibile produttori che riescono
a realizzare musica originale e fuori
dagli schemi. E' una via di mezzo
tra i budget che ho a disposizione
e il mio gusto personale. The Centre
For Electronic Music, che si trova
presso il nostro studio, è
una fondazione artistica no-profit
che quindi non lavora avendo alle
spalle grosse somme di denaro. Mi
piacerebbe prendere l'aereo e cercare
di radunare più artisti possibili
attorno al mondo ma poi mi rendo conto
che la cosa non è molto realistica.
Fortunatamente ci sono grossi talenti
anche qui in Olanda e nei Paesi limitrofi
che riesco a contattare per instaurare
con loro un rapporto artistico. Tra
gli ultimi che sono entrati in Vynalogica
ci sono il finlandese Bangkok Impact
e i miei amici canadesi Solvent e
Lowfish. Se siete interessati a leggere
la storia di Vynalogica, cliccate
su www.cemstudio.com/vynalogicaindex.htm.
dove potrete trovare anche la discografia.
Chiudo dicendo una cosa fondamentale:
Vynalogica non è un'etichetta
electro, techno, italo-disco o ebm
... è semplicemente una piattaforma
per musica elettronica che deve guardare
generi differenti senza essere relegata
ad uno solo"
Descrivici
la scena musicale olandese.
"Diciamo che in Olanda la scena
musicale electro ruota attorno a Clone
e Bunker e quindi è molto ristretta.
Ci sono state persone come Guy (della
Bunker), Ferenc (della Viewlexx) e
Serge (della Clone) che negli anni
passati sono riusciti a creare un
vero impero con le proprie mani. Nelle
grandi città si possono trovare
dei clubs specializzati ma sicuramente
in numero molto limitato. Comunque
i talenti non mancano ed ogni giorno
si ascoltano nuove produzioni. Riguardo
i grandi partys, ci sono ancora troppe
restrizioni da parte del nostro governo
e, attualmente, quelli più
in voga sono quelli house. Nonostante
ciò io confido molto in un
cambiamento radicale. Poco tempo fa
organizzammo il primo "Vynalogica
Party" ad Amsterdam e fu un grande
successo. Quando si ha voglia di fare
qualcosa la via la si trova sempre
riuscendo a scavalcare le difficoltà"
Qual'è
il tuo parere sulla scena musicale
europea ?? La trovi interessante ??
"Questa è una domanda
che richiederebbe una risposta davvero
ampia ... cercherò di essere
breve :o) Ho sempre trovato i produttori
europei più creativi ed interessanti
rispetto a quelli americani, soprattutto
nel campo della musica elettronica.
Probabilmente ciò accade perchè
molti Paesi del nostro continente
hanno alle spalle una lunga storia
nella musica sperimentale e quindi
la gente si è abituata ad ascoltarla
e a produrla, lasciandosi anche influenzare
da altri generi paralleli. Ottime
etichette sono dislocate un pò
in tutta l'Europa ma quelle che trovo
sempre (o almeno nella maggior parte
dei casi) interessantissime sono le
finlandesi e le tedesche da dove esce
ottima experimental e minimal techno.
Mi piacciono molto le tracce di etichette
come Playhouse, tutta la scena di
Colonia, i Funkstörung (che conobbi
qualche tempo fa in Bunker), Electronicat
con le loro stupefacenti live-performances,
il Belgio con il sound di Stijn, la
Data Records e tutta la storia della
dance e dell'ebm degli anni '80. Dell'Inghilterra
mi piace la Scsi-Av Records e numerose
tracce electro firmate dal portoghese
The Advent che sono a dir poco devastanti"
Hai mai avuto contatti con i dj's
e i produttori italiani ??
"Sono un collezionista sfegatato
dei dischi risalenti agli anni '80
e nel mio archivio ne ho più
di 200. Tra questi c'è moltissima
italo-disco che ho amato sin dal primo
momento. Non sono molto esperto nel
campo (al contrario di Ferenc alias
I-F) e, nell'ultimo periodo, non ho
trovato altro materiale italiano di
questo genere. Sarebbe bello ascoltare
la nuova elettronica proveniente dall'Italia.
Sono un fan (da diversi anni) di Marco
Passarani e devo ammettere che mi
piacerebbe molto poter vedere un suo
disco su Vynalogica. Stesso discorso
vale per i Mat 101 che provengono
dalla sua Nature ... super !! Oltre
alla musica, gli italiani hanno saputo
produrre anche ottimi sintetizzatori
come quelli dell'Elka. Io ne possiedo
uno al CEM Studio e credo che un giorno
o l'altro lo utilizzerò per
fare un disco su Vynalogica ;o)"
Parliamo
ancora di Vynalogica: quali saranno
le new-releases che appariranno nei
mesi a seguire ??
"Dopo le uscite di Radbound Mens
e Solvent vs Lowfish arriveranno tante
novità: la prima ad uscire,
prevista per la fine di maggio-inizio
giugno, sarà "Sonic Boom"
di E.A.R. seguito da "Music For
Speakers" di Umma Gummo, progetto
dietro il quale si celano i musicisti
David Caron, Richard Hermes, Marie-Claudine
Vanvlemen, Aardvarck, Richard Van
Kruysdijk e Sandor Caron. Poi sarà
la volta del nuovo Rude 66 e dell'e.p.
di Bong-Ra. Probabilmente uscirà
anche un e.p. di Putsch '79. Stiamo
preparando anche una compilation su
cd che dovrebbe vedere luce entro
l'autunno"
Riguardo
i nuovi lavori di Rude 66 invece cosa
ci puoi dire ??
"In cantiere ho svariati progetti:
da pochi giorni è uscito "Overkill"
sulla Viewlexx di I-F mentre per aprile
è previsto il tanto atteso
"Black Sabbath E.p." sulla
Creme Organization di Dj TLR. Sul
fronte remix invece ho rimaneggiato
"Hey Mickey" di The Riplets
ed una traccia di Ra-X che è
uscita da poco sulla sua Angelmaker
insieme alle versioni di Kettel, Chris
Clark, DMX Krew, Drop The Lime e Cane.
Segnalo anche il remix che ho realizzato
per Femme Fatale Club Rituals che
uscirà presto sulla neonata
We Rock Like Crazy"
Produci musica
da tanti anni: credi che al giorno
d'oggi risulti maggiormente facile
creare un pezzo mediante l'utilizzo
di apparecchiature software rispetto
a 10 anni fa ??
"Sicuramente si, ma non è
detto che la musica sia di qualità
migliore. Molte groovebox hanno al
loro interno patterns intitolati "techno",
"trance" etc etc che alcuni
giovani produttori modificano solo
per linee generali per creare i propri
pezzi. Anche i programmi software
sono molto intuitivi e riescono ad
essere utilizzati anche da chi non
ha mai studiato musica. Per realizzare
una buona traccia però i requisiti
essenziali sono ben altri: la creatività
e il talento che sicuramente non si
trovano in un programma software dell'ultima
generazione. Per questo motivo non
mi piace molto utilizzare i software
prediligendo gli hardware che riescono
a regalare momenti di vera creatività
scaturita al momento. Spesso registro
in tempo reale, senza ascoltare 100
volte la stessa battuta. L'unico software
che utilizzo è Cubase, ma solo
in alcune situazioni. La mia vera
natura è quella analogica e,
sino a questo momento, il digitale
non mi ha dato grandi soddisfazioni.
Sinora ci sono stati davvero pochi
produttori che sono riusciti a trarre
un buon sound utilizzando solo il
proprio computer"
Approfondiamo
il discorso parlando delle tue preferenze
in studio. Hardware o software ??
"Senza ombra di dubbio gli strumenti
hardware. Non mi piace vedere scorrere
la musica su schermi e magari plasmarla
con i click del mouse. Mi piace giocare
con le manopole, potenziometri, sliders,
schiacciare pulsanti, attaccare e
staccare fili. E' una questione di
"connessione mentale" con
quello che poi darà vita al
mio pezzo, instaurare un rapporto
con la macchina che deve rispondere
ai tuoi comandi, cosa che purtroppo
non riesco a fare con un semplice
pc. Comunque ogni tanto mi diletto
nell'utlizzo di programmi software
per realizzare quello che non riesco
a fare con l'hardware. Riguardo i
miei live-set, indubbiamente sarebbe
molto più facile e pratico
realizzarli attraverso l'utilizzo
di un semplice laptop soprattutto
perchè mi eviterebbe di spostare
ogni volta i miei strumenti dallo
studio. Ma le macchine analogiche
hanno un suono unico che il computer
non riesce a dare ... strumenti come
la Tr-808 e Tr-909 sono famosi in
tutto il mondo proprio per queste
motivazioni. In questo periodo mi
porto dietro una Linn Drum che interfaccio
a campionatori. Preferisco lavorare
con un sequencer del genere anzichè
passare il tutto in programmi come
Cubase che purtroppo non mi danno
la possibilità di interagire
in tempo reale con gli strumenti hardware"
Attualmente
il mercato discografico è in
crisi, forse per colpa dei famigerati
files mp3 che invadono la rete web.
Come la pensi in merito a ciò
??
"Non credo che i problemi del
business discografico siano causati
solo dai downloads illegali tramite
internet. La causa, secondo il mio
modesto parere, è da ricercare
nell'incompetenza di molte grosse
etichette che da tempo non propongono
più buona musica. Le vendite
sono crollate perchè si produce
troppa musica per fare soldi, privandola
di quell'anima che invece dovrebbe
contraddistinguerla. Inoltre i ragazzi
sono attirati da altre cose come i
videogiochi e i telefonini ultra-tecnologici
che, man mano, stanno prendendo il
posto dei vinili e dei cd's. Le etichette
indipendenti non hanno problemi causati
dai downloaders visto che generalmente
i dj's (quelli veri!!) preferiscono
acquistare il disco anzichè
scaricarlo dalla rete. I file mp3
potrebbero essere molto utili se si
volesse ascoltare un assaggio di un
determinato artista prima di acquistare
l'album intero. Anni addietro lo si
faceva con le cassette registrate
dalla radio: se il pezzo ti piaceva
lo andavi a comprare. Personalmente
non mi piacerebbe per nulla avere
una serie di file mp3 nel mio hard-disk:
a me piacciono le copertine, i dischi
vinilici ... e per questo motivo ho
sempre acquistato la musica in negozio"
Grazie 1000
per la tua disponibilità Ruud.
Lascia un messaggio agli amici di
Jay Culture.
"Grazie a te Giosuè per
avermi intervistato !! Spero di poterti
incontrare presto in Italia, magari
in occasione di un mio live-show.
Sarebbe una buona occasione per scambiare
due chiacchiere ed ascoltare (e suonare)
buona musica. Rude 66"
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