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E' canadese, arriva dalla fredda
Vancouver e negli ultimi anni è
riuscito a ritagliarsi un posto di
rilevante importanza nella scena internazionale
della musica elettronica. E' Mathew
Jonson, appassionato di jazz, fusion,
drum'n'bass e naturalmente di house
e techno, gli stili che si miscelano
in modo quasi acrobatico nelle sue
produzioni che hanno invaso anche
il continente europeo.
Attirato dal mondo dei computer e
della musica elettronica sin da quando
era poco più che un bambino,
Mathew affina il suo stile sino a
focalizzarsi sul segmento minimal
che oggi segue con particolare attenzione.
Le prime produzioni appaiono sulla
piccola label canadese Itiswhatitis
che gli fornisce la visibilità
necessaria per raggiungere l'europea
Perlon: grazie ad "Alpine Rocket"
infatti vola a Ginevra per collaborare
con Luciano.
In seguito i suoi beats seminali attirano
l'attenzione di Ritchie Hawtin (che
lo vuole sulla M_Nus) e di Sven Väth
che dimostra una particolare predilezione
per i suoi prodotti. Dopo fugaci apparizioni
su Sub Static e Kompakt Extra, Mathew
riappare con la sua label, la Wagon
Repair, sulla quale viene pubblicata
la fortunatissima "Marionette".
Tra i tanti remix che ha confezionato
quelli per Nelly Furtado, Duplex 100,
Hiem ed anche hits dalla risonanza
popolare come "Slipping Away"
di Moby e "Believe" dei
Chemical Brothers.

Ciao
Mathew. E' mia abitudine 'rompere
il ghiaccio' parlando degli esordi.
Cosa ricordi del tuo primo avvicinamento
alla musica creata con le macchine
?
"Quando ero bambino mio padre
dirigeva un teatro e mi lasciava sedere
insieme agli assistenti tecnici durante
i concerti così mi trovai catapultato
in mezzo a grandi mixer già
all'età di sei/sette anni.
A nove i miei genitori mi proposero
di iniziare a prendere lezioni di
pianoforte. Papà era molto
interessato alla nuova tecnologia
e così, anzichè comprare
un pianoforte, optò per un
sintetizzatore col quale dovevo iniziare
ad esercitarmi. A dieci anni componevo
già la 'mia' musica elettronica.
Il primo pezzo che ebbe un impatto
devastante su di me fu "Rocket"
di Herbie Hancock"
Oltre ad
Herbie Hancock chi ti piaceva ?
"Dai dieci ai tredici anni mi
piacevano moltissimo i 2 Live Crew,
i Public Enemy, NWA e molta heavy-metal"
Con quale
stile musicale ti identifichi maggiormente
? O forse non ti piacciono molto le
classificazioni ...
"In effetti al momento ritengo
che sia meglio oltrepassare la soglia
della definizione. Se qualcuno per
la strada mi chiedesse quale stile
seguo risponderei semplicemente 'electronic
music'. Sento di non appartenere a
nessun filone specifico"
Quali sono
stati i motivi che ti hanno portato
alla fondazione della tua label, la
Wagon Repair ?
"Ho fatto nascere Wagon Repair
(grazie al supporto di alcuni amici)
con l'intento di pubblicare i pezzi
che più mi piacciono racchiudendoli
negli art-work di giovani artisti.
Il nome nacque quando Graham, dopo
aver ascoltato per la prima volta
la mia "Marionette", disse:
'this will fix your wagon !' (un simpatico
gioco di parole che voleva sottolineare
la funzionalità del brano e
la sua potenzialità per il
mercato)"
A cosa stai
lavorando in queste settimane ?
"Il prossimo disco che uscirà
è quello che ho realizzato
con la mia band chiamata Cobblestone
Jazz. S'intitola "Dump Truck"
ed occupa il #014 del catalogo Wagon
Repair. Successivamente sarà
la volta del mio "Mañana
De Verano", ancora su Wagon Repair
(il #016). Ti posso anticipare che
come Cobblestone Jazz abbiamo terminato
anche un altro 12" che s'intitolerà
"India In Me" e che sarà
pubblicato durante la prossima estate"
Hai mai
pensato di incidere anche un album
?
"Si ma al momento è una
cosa che non ha priorità. A
dire il vero trovo difficile raggruppare
molte tracce utili a realizzare un
album. Per questo motivo preferisco
far uscire singoli"
Come hai
anticipato poche righe fa, con Danuel
Tate e Tyger Dhula fai parte della
formazione dei progetti Cobblestone
Jazz e The Modern Deep Left Quartet.
Parlaci di questa collaborazione che
negli ultimi anni si è rivelata
ben più che fruttuosa.
"Daniel e Tyger sono riusciti
ad elaborare un sound unico. Entrambi
sono influenzati dal jazz e possono
vantare un'educazione musicale in
tutte le direzioni. Danuel sfrutta
il suo talento prima come disegnatore
e poi come compositore ed arrangiatore.
Tyger invece lavora bene i samples
estraendoli da una vastissima collezione
di dischi. In The Modern Deep Left
Quartet figura anche The Mole che
si è aggiunto al gruppo nella
veste di dj per le nostre esibizioni
live"
Abiti in
Canada, precisamente a Vancouver.
Com'è la scena musicale della
tua città ?
"La scena di Vancouver è
molto giovane e in questi anni inizia
a mostrare i suoi lati migliori. Ci
sono già tanti bravi produttori
e dj's ma per quanto concerne i clubs
invece non possiamo vantare esibizioni
di un certo rilievo con cadenza settimanale.
I festivals estivi sono indubbiamente
i migliori dell'anno anche perchè
coadiuvati dal panorama incredibile
che ci offrono le foreste e l'oceano"
Hai mai
avuto contatti con la scena italiana
?
"Ho sempre ammirato Marco Carola,
sia come produttore che come dj. Più
recentemente ho scoperto anche il
bravo Donato Dozzy che sforna ottimi
dischi oltre ad essere un bravissimo
disc jockey"
Nutri il
medesimo interesse per la scena europea
?
"La adoro ! Non ci potrebbe essere
di meglio. Apprezzo in particolar
modo Ricardo Villalobos, Luciano,
Isolee, HansPeter Lindstrøm,
Squarepusher, Ed Rush, Nico, Trace,
Photek, Hidden Agenda, J. Majik, Doc
Scott e molti altri ancora"
Attualmente
il trend che imperversa sulla scena
musicale del vecchio continente è
indubbiamente quello del minimal sound.
Quali credi che possano essere le
nuove vie da esplorare in un vicino
futuro ?
"Mi è sempre piaciuto
il mix che scaturisce dall'unione
della techno col drum'n'bass. Inoltre
amo anche la combinazione tra techno
e jazz. Magari potranno essere queste
le due strade sulle quali si focalizzeranno
le attenzioni dei producers nei prossimi
mesi"
Sempre di
più quelli che parlano della
scomparsa del vinile al contrario
dei files mp3 che probabilmente prenderanno
il posto anche del cd.
"Sono assolutamente contrario
a ciò. Gli mp3 suonano come
un computer provvisto di una pessima
scheda audio. Non è affatto
possibile fare un paragone tra vinile
ed mp3 e soprattutto credo che il
disco non morirà mai. Il suono
analogico del vinile continua ad essere
il migliore e la gente che afferra
questo discorso non si lascia abbindolare
dal freddo file digitale. Il vinile
aggiunge del colore alla musica tanto
da renderla inimitabile"
Il tuo studio
vede una prevalenza di strumenti hardware
o software ?
"Mi piace molto usare l'SH-101
in quasi tutti i miei pezzi. I plugins
non mi piacciono per niente e per
questa ragione preferisco utilizzare
ancora strumenti hardware. Probabilmente
se avessi un computer più veloce
(come il nuovo Mac ad esempio) userei
maggiormente i software. Per il momento
il computer lo adopero solo per registrare
e per realizzare i live-acts"
Siamo arrivati
in fondo Mat.
"Grazie mille a Giosuè
e a tutti gli amici italiani ! Peace.
Mathew Jonson" |