|
Tra i pochi progetti italiani
tenuti in considerazione all'estero
The Magicake è uno di quelli
che al momento sta destando più
scalpore grazie ad un e.p. pubblicato
dalla nota MoFa Schallplatten appartenente
al gruppo Neuton di Francoforte.
Il trio veneto, con l'ironico
"I Was Dancing With Boy George"
impreziosito da due remix realizzati
rispettivamente da Adriano Canzian
e da Christopher Just, è riuscito
a conquistare i favori del pubblico
tedesco e di quello spagnolo che,
nelle ultime settimane, riesce a gustarsi
anche il relativo videoclip.
La traccia, che presenzierà
nel quarto volume della raccolta "Electric
Pop" assieme a pezzi di Daft
Punk, Munk, Electronicat, Namosh,
Chikinki, Dirty Princess, Alden Tyrell,
Martin Peter, Mujik e molti altri
ancora, muove i suoi passi su un costrutto
meccanico che affonda le radici nella
gloriosa acid-house e nella techno
dei primi anni '90.
___________________________________________________
Ciao ragazzi
e benvenuti su Jay Culture. Iniziamo
parlando del progetto The Magicake:
chi siete e perchè avete deciso
di unire le forze per entrare nel
mondo della musica ??
Lulu: "Ci siamo conosciuti una
notte d'autunno del 2002, nella toilette
di un locale gay dove lavoravo come
vocalist. Joe e Jack facevano i dj's
e proprio in quel bagno scoprimmo
di avere una forte comune passione
per la musica elettronica. Il fatto
curioso della nostra storia è
che il primissimo pezzo che abbiamo
realizzato insieme (in soli due giorni
!!) intitolato "Red Lipstick"
e firmato come Vanity Kills, fu immediatamente
pubblicato e distribuito in tutto
il mondo. Questo ci spronò
ad andare avanti nonostante spiacevoli
episodi con l'etichetta alla quale
abbiamo lasciato il nostro vecchio
nome come souvenir. Decidemmo quindi
di vestire i panni di The Magicake
per essere nuovamente liberi di andare
avanti"
A cosa si
deve lo pseudonimo The Magicake ??
Lulu: "Il dolcetto magico: qualcosa
di ambiguo, di innocente ma nello
stesso tempo allucinogeno. Ricorda
un pò Alice nel Paese delle
Meraviglie e credo si adatti bene
alla nostra musica che sotto un 'involucro'
glitterato ed un pò naif nasconda
sfumature acide"
Quali erano
gli artisti che ascoltavate con maggior
piacere durante la vostra adolescenza
?? Sono gli stessi ai quali vi ispirate
per le vostre attuali produzioni ??
Jack: "Dai cinque/otto anni sino
all'adolescenza ho letteralmente divorato
pop-music. Nel periodo in cui vivevo
a Londra ho scoperto la scena rave
ed elettronica che, a metà
degli anni '90, viveva un momento
d'oro. La monotonia strutturale ed
incessante di quella musica però
mi stancò velocemente e trovai
una nuova dimensione d'ascolto con
elettronica più sperimentale
ed intimista: post-rave music di Mille
Plateaux, Force-Inc, Raster-Norton
per farti qualche nome. Poi l'electro
col grande ritorno prepotente della
melodia, della struttura pop e della
voce"
Joe: "Sono l'ultimo di quattro
fratelli e fin da piccolo sono stato
completamente travolto dalla musica.
Al mare, quando avevo cinque anni,
scappavo lontano da mia madre per
mettermi davanti al juke-box al bar
della spiaggia ed ascoltare il funky
di Joe Tex. Mio fratello lavorava
in una radio pirata e portava a casa
un sacco di vinili. Son cresciuto
con la disco degli Abba, di Diana
Ross e Van McCoy per poi essere catturato
dalla psichedelia dei Pink Floyd e
primi Genesis. Ho passato la prima
adolescenza ad ascoltare ed amare
gruppi dark tipo Cure, Joy Division,
Bauhaus, Virgin Prunes e Fad Gadget;
nei primi anni '90 sono entrato a
far parte di svariate bands metal
e quindi i miei gusti sono andati
verso Pantera, Metallica, Anthrax
e Slayer per poi dirigersi verso l'industrial
tipo Rammstein, Nine Inch Nails e
Marylin Manson. Da qui mi sono avvicinato
all'elettronica di Atari Teenage Riot,
Mirwais, Matthew Herbert, Mouse On
Mars e tantissimi altri. Attualmente
mi piacciono molto i Zeigenbock Kopf,
Crossover, T.Raumschmiere e Colder"
Lulu: "Sono da sempre molto legata
al pop degli anni '80. Adoro i primi
dischi di Madonna, Cindy Lauper, Nina
Hagen e Grace Jones. Durante l'adolescenza
impazzivo per le Hole e naturalmente
per i Nirvana. Poi Smashing Pumpkings,
The Cure, Radiohead, Moloko, Portishead,
Massive Attack, Tricky, Lamb. Mi venne
una vera passione per Bjork (all'epoca
in cui uscivano i suoi primi dischi
da solista). Oggi continuo ad ascoltare
vecchi dischi ai quali sono affezionata
anche se ormai fuori moda come "Live
Trought This" delle Hole. Naturalmente
ascolto (ma soprattutto ballo) l'electro
con una predilizione per Peaches,
Fischerspooner, Felix Da Housecat
ed Adult. Apprezzo molto anche Yuppie
Flu, The White Stripes, The Strokes,
Franz Ferdinand, The Rapture e "Ruby
Blue" di Roisin Murphy, un vero
capolavoro. Per quanto riguarda i
testi e le linee di voce non m'ispiro
a qualcuno in particolare ma faccio
leva sulle mie esperienze personali"
Il vostro
singolo è "I Was Dancing
With Boy George". Parlatecene
nel dettaglio magari spiegando anche
il motivo del simpatico titolo.
Lulu: "I Was Dancing With Boy
George" nasce in modo un pò
strano, cosa che non caratterizza
assolutamente le nostre produzioni.
Eppure proprio questo è diventato
il nostro primo singolo. Un giorno,
mentre ci stavamo trastullando in
studio, un nostro amico portò
una bottiglia di whiskey. Odio il
whiskey preferendo alcolici più
dolci ma era pieno inverno, faceva
freddo, avevo poca voce e soprattutto
poca voglia di mettermi ad elaborare
un testo. Così bastò
solo un prezioso consiglio di Joe
a convincermi: 'guarda che il whiskey
ti fa venire una voce stupenda' e
fu così che mi ubriacai. Jack,
vedendomi particolarmente 'ispirata',
mise in loop una base ritmica. Iniziai
a raccontargli al microfono, in inglese,
di quando vivevo a Londra, nel '99,
e di quando il lunedì sera
andavo all'Heaven, divertendomi nel
vestirmi come una pazza. In quel club
c'era sempre Boy George ed una volta
ballai con lui (credo)"
Joe: "In seguito abbiamo preso
le parole di Lulu, le abbiamo tagliate,
smembrate, sintetizzate e riassemblate
su una base ritmica estremamente percussiva
e un riff acid old-school ossessivo.
C'è stato un lungo e minuzioso
lavoro per usare la voce in modo che
diventasse parte ritmica su di un
riff incalzante di synth-acid"
Il disco
racchiude due remix ad opera dell'italiano
Adriano Canzian e dell'austriaco Christopher
Just: come mai avete optato per questi
due nomi ??
Lulu: "Abbiamo conosciuto Adriano
al Rocket di Milano in occasione di
un live e siamo rimasti reciprocamente
colpiti. Inoltre siamo tutti veneti,
eh eh eh."
Joe: "Grazie a Wawashi Deejay
e Bebe La Metresse (i creatori di
PopUp al Cassero di Bologna, una delle
serate più belle nel panorama
italiano), siamo entrati in contatto
con Christopher. Hanno insistito tanto
che remixasse il nostro primo singolo
e così è stato"
"I
Was Dancing With Boy George E.p"
è stato pubblicato sulla tedesca
MoFa Schallplatten, una delle labels
della Neuton di Francoforte. Come
mai avete preferito affidarvi ad una
struttura estera anzichè cercare
'fortuna' in Italia ??
Joe: "In Italia l'electro è
un genere ancora troppo poco conosciuto
ma noi lo proponiamo già da
un pò di anni attraverso i
nostri live e dj-sets. In Germania,
al contrario, è un genere quasi
pop !!"
Jack: "Mofa ha (fortunatamente)
apprezzato la nostra musica e il nostro
progetto e così ci ha proposto
di far parte della loro scuderia"
Cosa manca
all'Italia per potersi allineare alla
situazione musicale di altri Paesi
come la Germania ?? Forse proprio
la cultura nel campo della musica
??
Lulu: "La birra al mattino !!
Scherzo naturalmente. Penso si tratti
proprio delle culture molto diverse
insite nei due Paesi. Mia madre, da
giovane, ascoltava Lucio Battisti.
La madre di un mio coetaneo tedesco
probabilmente ascoltava i Kraftwerk.
Credo che ciò influisca molto
sul bagaglio culturale di una persona.
Quello che un ragazzo tedesco è
abituato a sentire fin da piccolo
può risultare strano per un
italiano abituato a melodie e suoni
più dolci. E' risaputo che
i suoni freddi e diretti sono sempre
stati apprezzati di più in
Germania. Pare che in Italia la gente
fatichi a staccarsi dalle proprie
tradizioni"
Joe: "Ricordiamo anche che noi
abbiamo il tormentone di Sanremo !!"
Jack: "In più, dalle nostre
parti, la club music e la musica elettronica
in senso più esteso, sono sempre
state considerate di serie b pur avendo
prodotto l'italo-disco che a distanza
di vent'anni influenza ancora tantissime
produzioni"
C'è
qualche dj, producer o label italiana
che reputate particolarmente valida
?? Perchè ??
Joe: "Personalmente mi piace
molto Adriano Canzian. E' un tipo
'con le palle' e che non ha paura
di essere sè stesso. Hell lo
ha capito e ha deciso subito di credere
in lui. Musicalmente ascolto volentieri
i Planet Funk: sono dei bravi arrangiatori
e la loro musica è davvero
bella ma preferivo la voce di Dan
Black perchè, a mio avviso,
riusciva a dare qualcosa in più.
Per il resto la maggior parte dei
producers italiani fanno house che
è un genere con non amo particolarmente"
Jack: "La scena romana è
molto interessante. Passarani non
mi piace ma Francisco, Raiders Of
The Lost ARP, Jolly Music, i ragazzi
di Radiodd.com (tipo Rodion e Pigneto
Quartet) e Donato Dozzy (pura ipnosi
!!) sono veramente bravi. Anche se
spesso cantate in italiano mi piacciono
molto le produzioni della Riotmaker
(Scuola Furano, Fare Soldi) e di certo
gli amici Franz & Shape, Adriano
Canzian, Motel Connection e Damian
& The Puzzy France"
Guardando
l'Europa invece chi sono i nomi sui
quali a vostro avviso bisognerebbe
prestare attenzione ??
Jack: "Beh, ci sono così
tante cose in giro che non è
semplice. Ci piace molto l'Areal come
etichetta: Basteroid, Metope e su
tutti Ada che ha prodotto un album
fantastico. Anche le uscite Kompakt
nelle inclinazioni più pop
rappresentano senza dubbio un'interessante
evoluzione dell'elettronica: Superpitcher,
Justus Köhncke, Dj Koze e Baxendale
(una sorta di Scissor Sisters made
in Colonia ... pur essendo inglesi).
Mi è piaciuto molto l'ultimo
album di Isolée e i vari remix
di James Holden di cose più
electro-funk come Chromeo, Cut Copy,
Manhead e WhoMadeWho. Fulmine a ciel
sereno gli Architecture In Helsinki
che fanno un indie-pop-rock semplice
e disarmante"
Parliamo
di new-releases: il secondo singolo
è già pronto e si parla
anche di una collaborazione con un
altro duo italiano.
Joe: "Oltre ad un nuovo remix
di Adriano Canzian, "Fried Chips"
(il nostro secondo singolo) si avvarrà
anche di una versione dei Motel Connection.
Il disco uscirà a dicembre
ancora su MoFa Schallplatten. "Fried
Chips" verrà inserita
nella nuova compilation del dj di
New York Larry Tee. Prima di tutto
ciò però troverete "I
Was Dancing With Boy George"
anche nella "Electric Pop"
vol. 4 assieme ai pezzi di Daft Punk,
Royksopp, Christopher Just e molti
altri"
Jack: "Stiamo collaborando con
Franz & Shape (che incidono per
la Relish di Manhead/Headman) per
un pezzo che non sappiamo ancora se
uscirà in un 12" o se
farà parte del loro album di
debutto nel quale figureranno anche
altre collaborazioni con personaggi
del calibro di David Carretta, Mount
Sims, Chelonis R. Jones e GD Luxxe"
Avete mai
pensato di realizzare un album ??
In caso affermativo, come lo organizzereste
nella sua veste sonora ??
Lulu: "Certo !! In quanto band,
creare un album è sempre stato
tra i nostri obiettivi primari. Abbiamo
da sempre focalizzato le nostre energie
nella realizzazione di un progetto
univoco prestando meno attenzione
nel realizzare pezzi che potessero
essere semplicemente dei singoli.
Creiamo, da sempre e spontaneamente,
seguendo solo le nostre ispirazioni.
Questo ci ha permesso, quando è
arrivato il momento di realizzare
un album, di poter eseguire una scrematura
finale e poterlo rendere compatto
nel nostro stile"
Joe: "Uscirà agli inizi
del 2006 e si chiamerà "Botoxxx"
Essendo tre persone con gusti e background
musicali diversi non poteva che uscire
un album estremamente eterogeneo.
Dentro troverete di tutto: dal rock
all'electro, dal punk al funk, dall'
italo-disco all'acid, tutto collegato
da un forte appeal pop per le melodie
o semplicemente per la struttura"
Avete idea
di quale possa essere la strada da
seguire per chi produce musica elettronica
?? Molti continuano a dire che oltre
all'acid tornerà anche la chicago-house.
Jack: "La musica elettronica
è un universo dai mille volti.
Parlando nello specifico di dance
elettronica, una delle possibili strade
potrebbe essere una sorta di chicago-house
con sonorità minimal ed una
vena pulsante di melodie disco-funk
anni '70 visto che ora, come negli
anni '70, c'è bisogno di divertertimento
data la situazione globale piuttosto
oscura"
Tanti danno
il vinile come un supporto spacciato.
Credete che il vecchio giradischi
sarà veramente mandato in 'pensione'
tra qualche anno ??
Lulu: "Purtroppo credo di si
ma i nostalgici ci saranno sempre"
Joe: "Sinceramente penso di no,
anzi !! Il cd, e soprattutto il suo
suono, è facilmente riproducibile
e masterizzabile mentre il calore
del vinile è unico e per questo
ci sarà un grande ritorno.
Anche i dj's si sono stancati della
tecnologia che cerca di imitare il
vinile e quindi a questo punto è
meglio l'originale che suona anche
meglio"
Jack: "Certamente saranno i cd's
a non esistere più. La musica
fuori dai clubs sarà sotto
la non-forma digitale degli mp3 o
di futuri formati o tecnologie. Per
quanto riguarda il vinile credo che
la sua vita sarà ancora lunga
ma circoscritta in clubs e discoteche"
Ancora preferenze:
quando siete in studio preferite adoperare
la tecnologia hardware o software
??
Jack: "Essendo dei grandi casinisti
non abbiamo ancora organizzato il
nostro studio in maniera tale da avere
tutte le componenti hardware collegate
e pronte all'uso ogni volta che vogliamo.
Di conseguenza, spesso nella fase
iniziale di creazione di un pezzo
nuovo, per pigrizia adottiamo software
e plug-ins. Creata la struttura portante
del pezzo di volta in volta colleghiamo
il synth che più ci sembra
adatto per un determinato suono che
vogliamo ottenere e registriamo. Ci
piacciono molto i synths analogici-vintage
che abbiamo acquistato su E-Bay (Moog
Prodigy, Roland SH101, Korg Polysix)"
Joe: "Non possiamo non nominare
la chitarra presente in molti dei
nostri pezzi: la registriamo amplificata
da un vecchio Marshall e successivamente
la processiamo con dei software per
avere un suono acido e quasi sintetico"
Siamo al
termine. Ringraziandovi per la vostra
disponibilità vi lascio lo
spazio per i saluti.
"Grazie a te e un grande saluto
ai lettori. Kisses !! The Magicake"
|