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Sono
arrivato al Bolgia sul tardi, verso
le 2 e un quarto, due e mezzo. Prima
sono stato in un altro locale, e prima
ancora ho mangiato una pizza un po'
pesante. La voglia di ballare era
poca, le sardine litigavano con l'alito
e cercavano di uscire dalle orecchie.
Allora, pur di ritardare un po' l'ingresso
sul dancefloor, mi sono messo a chiacchierare
all'ingresso con alcuni amici. Fino
alle 3 non ho prestato attenzione
alla musica, anche perchè fuori
dal Bolgia, dove tutti fumano come
turchi, si sentono più i camion
che passano sull'A4 che la musica
dei dj. A misurare i metri, forse,
sulla porta del locale, si è
più vicini proprio all'autostrada
che alla consolle. Poi, alla fine,
sono entrato.
Ed è stato un treno di emozioni
che non provavo da tempo in una discoteca.
Coccoluto e Fontana al mixer, ai vinili,
ai cd e a dei generatori di suoni
che suonavano non con tastiere ma
con una specie di mixer. Saturnino
col suo basso, senza effetti particolari,
ma capace di tirarne fuori ora un
assolo blues, ora un giro dance, ora
un giro electro... Senza fare il protagonista,
senza rompere le scatole a chi balla,
Saturnino ha trovato il tempo di firmare
autografi e farsi fare delle foto,
sempre senza smettere di suonare....
Lo strano trio del Menage a Trois
ha portato tutti quelli che al Bolgia
c'erano, il 5/11, in un'altra dimensione
della musica da ballare. Collettiva
(e non più solo al singolare,
come quando un dj suona e ci tocca
ascoltare), interattiva (perchè
Saturno, Cocco e Stefano si guardavano
continuamente) e live. Live al 100%.
E'
passato qualche anno da quando qualcuno
si è inventato il mixer, da
quando qualcuno ha deciso di mixare
un brano con l'altro, da quando i
dj vengono pagati (e strapagati) solo
per mettere un disco dietro l'altro.
E' passato del tempo, ma i dj continuano,
di solito, a sentirsi degli innovatori,
dei piccoli dei, dei Mozart della
nostra epoca. Solo che non è
vero niente. Solo che, in realtà,
di solito in consolle non fanno niente
di speciale. E pure quando fanno belle
cose, NON interagiscono con nessuno,
ma solo col proprio ego musicale.
Stesso discorso per le live performance
elettroniche: di solito sono semplici
concerti, e ballare con la musica
live, magari suonata male (non è
che i Kraftwerk siano mai stati dei
virtuosi, diciamolo pure), non è
mica piacevole
Era ora che qualcuno facesse un passo
ulteriore. Che qualcuno facesse interagire
davvero la musica live con i dischi
e con le drum machine... senza, lo
ripetiamo perchè sia chiaro,
rompere le scatole a chi al Bolgia
aveva solo voglia di ballare e farsi
salutare dal vocalist di turno (fortunatamente
il volume era basso, questa volta).
I tre musicisti si sono trasformati,
almeno per chi scrive, in 3 (piccoli?
Va bene pure piccoli) eroi della musica
da ballare del 2005. Che non è
più il 1995, con l'house music,
che non è più il 1975,
con la disco... Che non è più,
purtroppo, terreno di sperimentazioni
spinte. Spinte, ovviamente, non a
far fare ai dj - musicisti bella figura,
ma a far ballare come matti i ragazzi
in pista.
Certo, va detto, il 50% del successo
di Menage a Trois è merito
di Saturnino: strumentista straordinario,
non si è sottratto al ruolo
"operaio" che il basso ha,
soprattutto nella dance. Ha ripetuto
per minuti interi i giri che si inventava
sul momento, si è esibito in
brevi, piccoli, mini - assoli. Si
è 'sottomesso' volentieri ai
ritmi di Cocco e Fontana. Senza un
altro S. è dura inventarsi
un altro menage a 3, perchè
di musicisti così, bravi e
conoscitori di musica da ballo, ce
ne sono pochi. Ma intanto la strada
è aperta. E l'ha aperta il
senatore dei dj italiani, Cocco, col
produttore più eclettico, Fontana
(Stylophonic, Jovanotti): che fa la
nuova generazione? Carina l'idea dei
Subsonica di suonare come dj dopo
i concerti, bravo Boosta che in consolle
mette solo dark tipo Depeche, ma il
'vecchio' Cocco ci pare un po' più
audace. Che fanno dal vivo i Planet
Funk di Alex Neri? Solo i soliti,
vecchi, concerti. Bravi gli Lcd Soundsystem
o Moby, ma continuano fare rock con
un po' di elettronica dentro, o viceversa.
Su un dancefloor la loro (bella) musica
non la ballerebbe nessuno, anzi, non
la balla nessuno. Invece al Bolgia
ballavano tutti.

Ora strada c'è, cari dj e
cari musicisti. Adesso non ci sono
più scuse. Lo diremo a chi
ci annoierà col prossimo dj
set o con la prossima performance
'live electronics'. Il 5/11/05 al
Bolgia 3 tizi ci hanno fatto ballare
mescolando vinili e live. E invece
voi (dj e musicisti) ci state annoiando
col vostro 'talento'. Smettete di
ascoltarvi da soli, e fateci ballare.
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