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Patrizio
LONGO: Come ti sei avvicinato
alla musica d'ispirazione pop-rock
un fenomeno che oggi trova mille differenti
sfaccettature.
Garbo: Innanzi
tutto l'ispirazione nasce dal bisogno
personale di produrre musica al di
là di come la si possa etichettare.
Ho attraversato in questi ultimi vent'anni
la mia musica sperimentando diversi
modi di realizzarla fino ad arrivare
all'ultimo lavoro "Gialloelettrico"
che tutto sommato, nonostante un discreto
lavoro di ricerca sonora, non è
altro che un album di pure "pop
songs".
Patrizio LONGO:
"Evoluzione e tecnologia"
uno fra i temi che hanno catturato
la tua attenzione. Una società
techno-dipendente ?
Garbo: Per
quanto mi riguarda l'uso della tecnologia
applicata alla musica mi ha permesso
di ampliare notevolmente i miei orizzonti
creativi, ma allo stesso tempo credo
che sia solo uno strumento non in
grado di sostituire il gesto creativo
che può nascere solo dalla
mente e dalla sensibilità di
un artista. Quindi non mi auguro una
società techno-dipendente,
ma una società in cui la tecnologia
dipende dall'uomo.
Patrizio LONGO:
Come definisci la collaborazione
che hai avuto con Franco BATTIATO
(1981) ?
Garbo: Decisamente
importante ed educativa. In occasione
di quel lungo tour dove feci da supporto
a Battiato nel 1981, anno in cui esordivo
con l'album "A Berlino...va bene",
imparai molte cose circa la mia musica
e le strade che poi avrei percorso
e imparai molto anche rispetto il
mio rapporto con il palcoscenico.
Patrizio LONGO:
Nel 1995 pubblichi "Fuori per
sempre" un lavoro introspettivo
che evidenzia la solitudine del nostro
tempo e rivolge il proprio sguardo
allo spiritualismo. In cosa credi?
Garbo: Credo
di avere una profonda spiritualità
anche se non ho mai tentato di dargli
un nome. "Fuori per sempre"
nasce in pieni anni '90....anni che
hanno vista la fine dei grandi movimenti
dei decenni precedenti, anni in cui
creativamente mi sono sentito un pò
più solo e introspettivo.
Patrizio LONGO:
Dalla tua interessante discografia
a quale lavoro sei particolarmente
legato e per quale motivo?
Garbo: Indubbiamente
"A Berlino...va bene" come
già citavo rappresenta il mio
esordio e l'inizio di questo lungo
viaggio, ma credo in verità
che ogni tappa, ogni album che mi
sono regalato e ho ceduto ad altri
è stato per me un importante
momento di crescita.
Patrizio LONGO:
Cosa è cambiato oggi
dal Garbo di "Fotografie"
1984?
Garbo:
Tanto dentro di me, nel mio modo di
sentire la mia personalità,
di pensare, di approcciarmi a ciò
che mi circonda, di comunicare e tanto
è cambiato il mondo che ci
circonda. Oggi l'uomo vive questo
tempo in modo inevitabilmente diverso
rispetto vent'anni fa, proprio perchè
i temi di questa epoca sono spesso
nuovi.
Patrizio LONGO:
Parlando di background se dovessimo
curiosare nella tua discoteca privata
quali dischi troveremmo ?
Garbo:
Direi un pò di tutto. Dalla
classica all'elettronica più
sperimentale, dalla musica più
easy al pop rock più "colto".
E' certo però, come puoi immaginare,
che la mia formazione musicale affonda
le sue radici in certo pop rock di
matrice anglosassone che arriva dagli
anni '70.
Patrizio LONGO:
Nel tuo sito internet c'è
una sezione chiamata MP3 (In costruzione).
Cosa pensi di Internet del "file
sharing". Sei favorevole alla
libera distribuzione della musica
in rete ?
Garbo:
Internet permette una rapida e grande
diffusione del messaggio che vogliamo
dare di noi stessi, quindi è
un grande strumento di comunicazione
globale. Penso però che la
distribuzione di musica in rete vada
in qualche modo regolamentata e questo
per tutelare il diritto d'autore e
il lavoro di chi opera in un settore
così importante per la cultura.
Patrizio LONGO:
Cosa è il Garbo Lab.
Il tuo personale laboratorio?
Garbo:
E un posto in cui io e chi collabora
con me può depositare progetti
e idee che possono e potranno servirci
e che un giorno, in futuro, potremmo
rileggere per capire che strade abbiamo
percorso in passato.
Patrizio LONGO:
Grazie per esser stato in EXTRANET.
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