|
- Ciao
Gabriele, è proprio il caso di dirlo,
ben ritrovato !! Partiamo subito parlando
del nuovo singolo come Dr. Dj Cerla intitolato
“Lalala song”, dove hai tra
l’altro ripreso questo pseudonimo
che non utilizzavi dal lontano ’97
R- Nel 1992, quindi ancora prima
del mio esordio discografico avvenuto l’anno
successivo con “Rotterdam ‘93”,
i PR e gli altri DJ delle discoteche in
cui suonavo mi battezzarono “Doctor”
Cerla, per la cura maniacale che mettevo
nella preparazione dei set al campionatore
dal vivo e nel cutting. Questa cura dei
dettagli non era fine a se stessa, ma era
frutto del mio amore infinito per il genere
musicale che suonavo all’epoca (commerciale
e techno). Riprendere oggi ad usare questo
appellativo è quindi un segnale molto
chiaro per chi conosce il mio percorso musicale.
- Continuiamo invece
parlando dei tuoi prossimi progetti discografici,
visto che ne sono parecchi, anche con diverse
importante collaborazioni …
R- Le prossime uscite sono: Sister
Golden Hair remixato da Rob Mayth, Sander
e Philip Hunter: tre eccezionali remix usciti
dal mio progetto OSM (musica a sorgente
aperta). Poi Komputermelody remix (su etichetta
tedesca ZYX, sarà il primo brano
di floorfilla ad apparire su iTunes music
store), il progetto “hardstyle commerciale”
R U READY? Di Cerla vs Millo, che in pista
è devastante, un nuovo progetto con
ROB MAYTH su un brano inedito, un nuovo
progetto col tedesco DJ MANIAN (“jump!”),
che è un brano hands up veramente
fortissimo, un nuovo Floorfilla, che dovrebbe
essere “CyberDream”, poi il
nuovo DR. DJ CERLA che prosegue il discorso
iniziato con lalala song e, a mio parere,
inaugura un nuovo stile dance… tutto
dovrebbe essere fuori entro l’estate.
Inoltre, molte mie compilation sono in preparazione,
sia in Italia che in Germania/Austia.
- Recentemente hai
anche realizzato “Decadance”,
un interessante cortometraggio su una discoteca
della tua città, Reggio Emilia. Qual
è il messaggio che hai voluto comunicare
?
R- L’anno scorso sostenni un
esame di Semiologia del Cinema e degli Audiovisivi
presso la Facoltà di Scienze della
Comunicazione di Reggio Emilia; la materia
mi intrigò al punto da farmi immaginare
e poi realizzare il “mio” cortometraggio.
Il risultato fu “Decadance”,
realizzato a costo zero insieme ad un amico
appassionato di regia; entrambi eravamo
sconvolti dalla fine ingloriosa del Marabù,
una grande discoteca da 15.000 posti che,
in attesa della demolizione, versava in
uno stato di abbandono e degrado veramente
scioccanti. L’idea era di mostrare
fotografie dell’epoca opportunamente
“animate” attraverso scrolling
e zoom, fare alcune interviste e riprendere
il luogo, tenendo insieme il tutto con un
forte collante musicale, scelto in maniera
non banale. Il cortometraggio è stato
costruito per avere una doppia chiave di
lettura: una “documentaristica”,
più epidermica (“guardate cos’è
successo a questa meravigliosa discoteca”)
e una profonda e più “filosofica”
(“le nostre illusioni, i nostri sogni
possono essere spazzati via dalla contingenza
della vita, così come questo luogo
d’incanti viene brutalmente demolito
per far posto ai capannoni industriali”).
Il film è visibile collegandosi al
mio sito Internet. A proposito, presentandolo
sulla mia homepage scherzai dicendo “il
messaggio di Decadance è chiaro:
l’house uccide le discoteche!”,
seguito da smilies sorridenti… chiaramente
ci stavo scherzando su, ma come spesso accade
qualcuno non ha perso l’occasione
per polemizzare!
- La domanda a questo
punto sorge spontanea … come vedi
la scena dance italiana ?
R- E’ chiaro che si è
aperta una frattura profonda tra l’offerta
musicale delle discoteche ed i gusti della
gente. Le scelte musicali di alcuni network
italiani di riferimento hanno portato gli
addetti ai lavori prima ed il pubblico poi
a giudicare “uncool”, cioè
da sfigati, tutto ciò che non fosse
house o, al limite, RnB. Siamo così
arrivati ad ascoltare nelle disco musica
ORRENDA (almeno per il mio gusto), senza
idee, cupa, spesso di pessima qualità,
che fa ballare poco e divertire ancora meno.
Quanti sorridono e stanno bene davvero,
oggi, nei nostri clubs? Pochi, pochissimi,
è un fatto incontestabile sotto gli
occhi di tutti. Conseguenze: clubs in crisi,
clubs che chiudono, vendite di compilations
dance azzerate, crollo degli ascolti dei
programmi dance in radio… peggio che
aprire il Vaso di Pandora. Ovviamente, questa
non è una situazione stabile, ed
è destinata anzi a cambiare presto;
io azzarderei a dire che entro il prossimo
autunno ci sarà qualcosa di molto
simile ad una rivoluzione nella programmazione
dei clubs italiani, generata dal dietrofront
che stanno facendo i network radiofonici.
Credo che la chiave di questa ricoluzione
sarà il MASSICCIO BOOM DI REVIVAL
ANNI ‘90 che si sta preparando per
questa estate; quando la gente ricomincerà
a divertirsi ed a ballare sul serio ballando
questi brani “vintage” magari
sulla spiaggia, non rivorrà indietro
per nulla al mondo la “musica normale”.
Toccherà poi ai produttori dance
italiani uscire con produzioni attuali nei
suoni ma col “sapore” della
dance anni ’90. Successe esattamente
la stessa cosa verso il 1991: dopo il boom
dell’house (1989) venne la crisi di
rigetto che portò al revival della
musica anni ’80, che generò
a sua volta produzioni con quei “sapori”,
che ebbero enorme successo (Rhythm is a
Dancer, Corona…).
- A questo proposito,
suoni molta hands-up, genere che va molto
forte in tutta Europa e che anche in Italia
sta iniziando a riscuotere parecchi consensi.
Sarà questa secondo te la dance del
futuro ?
R- No, perché per sua natura
è rivolta ad un pubblico molto giovane,
quindi non a “tutto il pubblico”.
L’handz up avrà il suo posto
ben definito nel nuovo ordine musicale che
si verrà a creare dopo la fine di
questa lunga “parentesi house”,
ma non ne sarà regina. Immaginando
di essere un DJ resident di una discoteca
italiana del 2008, “potrei”
suonare una mezz’ora centrale di handz
up per fare saltare e sfogare un po’
il mio pubblico di teenagers, per poi ridiscendere
verso cose con BPM più basso, o addirittura
un po’ di house verso fine serata,
tanto per mandare tutti a nanna ?
- Collabori con m2o,
una delle pochissime radio che al momento
da spazio a dei generi un po’ più
tirati … e le altre ? ?
R- Io amo collaborare con tutti,
dai network alle piccole radio locali, da
NRG ai piccoli portali dance italiani, da
Manian ai produttori 18enni. Sono a disposizione
perché la musica dance è il
mio lavoro, la mia passione, il cibo per
la mia anima. Però odio leccare il
culo e andare a bussare alla porta dei media
per avere più visibilità;
quindi se una radio non mi intervista o
non mi trasmette io non farò nulla
per cambiare ciò, tranne impegnarmi
di più per produrre musica di maggiore
qualità e più “radiofonica”.
- Alla fine comunque
sei uno dei dj-produttori che da più
tempo calca la scena dance italiana ed internazionale
… quanto è difficile confermarsi
per così tanto tempo a questi livelli
?
R- Lo è molto in effetti.
Presuppone impegno infinito e spirito di
sacrificio. Bisogna rimanere coi piedi per
terra quando tutti ti osannano e non mollare
quando invece tutti “tirano pietre”
su di te e sulla tua musica.
- Come ho già
scritto nell’intro, tantissime hit
dal ’93. C’è comunque
un disco a cui sei più affezionato
?
R- Il mio primo disco, “Rotterdam
93”.
- Quali sono i colleghi
che stimi maggiormente ?
R- Molella, D’Agostino, Roby
Zanetti, Manuel Reuter, Manuel Schleis,
dj MNS, Rob Mayth. Tutti per motivi molto
diversi tra loro.
- Stilaci la tua
top-3 del momento …
R- Mayth – Barbie Girl (Manian
RMX)
Pakito – Living on Video
Verano – Disc-o-Tec
(fuori gara: Sister Golden Hair, Rob Mayth
remix, che in realtà è stato
il disco in assoluto più ballato
durante i miei ultimi set)
- Hai tanta fiducia
nei giovani ragazzi alle prime armi con
le produzioni, tanto da organizzare periodicamente
dei contest per far remixare i tuoi singoli.
Quali sono i consigli che dai più
spesso ?
R- 1) mettere le voci bene a tempo
2) dare consistenza alla canzone, cioè
non mettere 20 parti diverse ma fare in
modo che 3 o 4 parti principali siano armoniche
tra loro
-Suoni in tutta Europa,
qual è la nazione dove ti piace maggiormente
esibirti?
R- Nell’ordine: Polonia, Francia,
Austria, Repubblica Ceca, Italia, Germania,
Spagna.
- Bene, grazie per
la disponibilità Gabriele !! In ultimo
ti faccio lasciare un messaggio per tutti
gli amanti della dance … e qui ti
puoi sbizzarrire ?
R- Il messaggio è stato lanciato,
forte e chiaro, poche righe fa, ma per la
gioia degli amanti della dance, lo ripeto:
preparatevi ad un boom massiccio della vostra
musica preferita e ad un grande ridimensionamento
del “fenomeno house”.
|