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It's Time to Dance  
Intervista Dj Cerla di Luca Giampetruzzi
 

Ne è passata di acqua sotto i ponti dal 1993, anno in cui fece il suo esordio discografico Gabriele Cerlini, meglio conosciuto come Dj Cerla … e ne sono passate anche di hit, davvero molte quelle che questo dj emiliano ha collezionato nel corso di tutti questi anni, non ultime quelle realizzate con il performer Momo Bale sotto lo pseudonimo Floorfilla. Una bella chiacchierata con lui, parlando di passato, presente e futuro … ovviamente a ritmo di dance ?



 

- Ciao Gabriele, è proprio il caso di dirlo, ben ritrovato !! Partiamo subito parlando del nuovo singolo come Dr. Dj Cerla intitolato “Lalala song”, dove hai tra l’altro ripreso questo pseudonimo che non utilizzavi dal lontano ’97
R- Nel 1992, quindi ancora prima del mio esordio discografico avvenuto l’anno successivo con “Rotterdam ‘93”, i PR e gli altri DJ delle discoteche in cui suonavo mi battezzarono “Doctor” Cerla, per la cura maniacale che mettevo nella preparazione dei set al campionatore dal vivo e nel cutting. Questa cura dei dettagli non era fine a se stessa, ma era frutto del mio amore infinito per il genere musicale che suonavo all’epoca (commerciale e techno). Riprendere oggi ad usare questo appellativo è quindi un segnale molto chiaro per chi conosce il mio percorso musicale.

- Continuiamo invece parlando dei tuoi prossimi progetti discografici, visto che ne sono parecchi, anche con diverse importante collaborazioni …
R- Le prossime uscite sono: Sister Golden Hair remixato da Rob Mayth, Sander e Philip Hunter: tre eccezionali remix usciti dal mio progetto OSM (musica a sorgente aperta). Poi Komputermelody remix (su etichetta tedesca ZYX, sarà il primo brano di floorfilla ad apparire su iTunes music store), il progetto “hardstyle commerciale” R U READY? Di Cerla vs Millo, che in pista è devastante, un nuovo progetto con ROB MAYTH su un brano inedito, un nuovo progetto col tedesco DJ MANIAN (“jump!”), che è un brano hands up veramente fortissimo, un nuovo Floorfilla, che dovrebbe essere “CyberDream”, poi il nuovo DR. DJ CERLA che prosegue il discorso iniziato con lalala song e, a mio parere, inaugura un nuovo stile dance… tutto dovrebbe essere fuori entro l’estate. Inoltre, molte mie compilation sono in preparazione, sia in Italia che in Germania/Austia.

- Recentemente hai anche realizzato “Decadance”, un interessante cortometraggio su una discoteca della tua città, Reggio Emilia. Qual è il messaggio che hai voluto comunicare ?
R- L’anno scorso sostenni un esame di Semiologia del Cinema e degli Audiovisivi presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione di Reggio Emilia; la materia mi intrigò al punto da farmi immaginare e poi realizzare il “mio” cortometraggio. Il risultato fu “Decadance”, realizzato a costo zero insieme ad un amico appassionato di regia; entrambi eravamo sconvolti dalla fine ingloriosa del Marabù, una grande discoteca da 15.000 posti che, in attesa della demolizione, versava in uno stato di abbandono e degrado veramente scioccanti. L’idea era di mostrare fotografie dell’epoca opportunamente “animate” attraverso scrolling e zoom, fare alcune interviste e riprendere il luogo, tenendo insieme il tutto con un forte collante musicale, scelto in maniera non banale. Il cortometraggio è stato costruito per avere una doppia chiave di lettura: una “documentaristica”, più epidermica (“guardate cos’è successo a questa meravigliosa discoteca”) e una profonda e più “filosofica” (“le nostre illusioni, i nostri sogni possono essere spazzati via dalla contingenza della vita, così come questo luogo d’incanti viene brutalmente demolito per far posto ai capannoni industriali”). Il film è visibile collegandosi al mio sito Internet. A proposito, presentandolo sulla mia homepage scherzai dicendo “il messaggio di Decadance è chiaro: l’house uccide le discoteche!”, seguito da smilies sorridenti… chiaramente ci stavo scherzando su, ma come spesso accade qualcuno non ha perso l’occasione per polemizzare!

- La domanda a questo punto sorge spontanea … come vedi la scena dance italiana ?
R- E’ chiaro che si è aperta una frattura profonda tra l’offerta musicale delle discoteche ed i gusti della gente. Le scelte musicali di alcuni network italiani di riferimento hanno portato gli addetti ai lavori prima ed il pubblico poi a giudicare “uncool”, cioè da sfigati, tutto ciò che non fosse house o, al limite, RnB. Siamo così arrivati ad ascoltare nelle disco musica ORRENDA (almeno per il mio gusto), senza idee, cupa, spesso di pessima qualità, che fa ballare poco e divertire ancora meno. Quanti sorridono e stanno bene davvero, oggi, nei nostri clubs? Pochi, pochissimi, è un fatto incontestabile sotto gli occhi di tutti. Conseguenze: clubs in crisi, clubs che chiudono, vendite di compilations dance azzerate, crollo degli ascolti dei programmi dance in radio… peggio che aprire il Vaso di Pandora. Ovviamente, questa non è una situazione stabile, ed è destinata anzi a cambiare presto; io azzarderei a dire che entro il prossimo autunno ci sarà qualcosa di molto simile ad una rivoluzione nella programmazione dei clubs italiani, generata dal dietrofront che stanno facendo i network radiofonici. Credo che la chiave di questa ricoluzione sarà il MASSICCIO BOOM DI REVIVAL ANNI ‘90 che si sta preparando per questa estate; quando la gente ricomincerà a divertirsi ed a ballare sul serio ballando questi brani “vintage” magari sulla spiaggia, non rivorrà indietro per nulla al mondo la “musica normale”. Toccherà poi ai produttori dance italiani uscire con produzioni attuali nei suoni ma col “sapore” della dance anni ’90. Successe esattamente la stessa cosa verso il 1991: dopo il boom dell’house (1989) venne la crisi di rigetto che portò al revival della musica anni ’80, che generò a sua volta produzioni con quei “sapori”, che ebbero enorme successo (Rhythm is a Dancer, Corona…).

- A questo proposito, suoni molta hands-up, genere che va molto forte in tutta Europa e che anche in Italia sta iniziando a riscuotere parecchi consensi. Sarà questa secondo te la dance del futuro ?
R- No, perché per sua natura è rivolta ad un pubblico molto giovane, quindi non a “tutto il pubblico”. L’handz up avrà il suo posto ben definito nel nuovo ordine musicale che si verrà a creare dopo la fine di questa lunga “parentesi house”, ma non ne sarà regina. Immaginando di essere un DJ resident di una discoteca italiana del 2008, “potrei” suonare una mezz’ora centrale di handz up per fare saltare e sfogare un po’ il mio pubblico di teenagers, per poi ridiscendere verso cose con BPM più basso, o addirittura un po’ di house verso fine serata, tanto per mandare tutti a nanna ?

- Collabori con m2o, una delle pochissime radio che al momento da spazio a dei generi un po’ più tirati … e le altre ? ?
R- Io amo collaborare con tutti, dai network alle piccole radio locali, da NRG ai piccoli portali dance italiani, da Manian ai produttori 18enni. Sono a disposizione perché la musica dance è il mio lavoro, la mia passione, il cibo per la mia anima. Però odio leccare il culo e andare a bussare alla porta dei media per avere più visibilità; quindi se una radio non mi intervista o non mi trasmette io non farò nulla per cambiare ciò, tranne impegnarmi di più per produrre musica di maggiore qualità e più “radiofonica”.

- Alla fine comunque sei uno dei dj-produttori che da più tempo calca la scena dance italiana ed internazionale … quanto è difficile confermarsi per così tanto tempo a questi livelli ?
R- Lo è molto in effetti. Presuppone impegno infinito e spirito di sacrificio. Bisogna rimanere coi piedi per terra quando tutti ti osannano e non mollare quando invece tutti “tirano pietre” su di te e sulla tua musica.

- Come ho già scritto nell’intro, tantissime hit dal ’93. C’è comunque un disco a cui sei più affezionato ?
R- Il mio primo disco, “Rotterdam 93”.

- Quali sono i colleghi che stimi maggiormente ?
R- Molella, D’Agostino, Roby Zanetti, Manuel Reuter, Manuel Schleis, dj MNS, Rob Mayth. Tutti per motivi molto diversi tra loro.

- Stilaci la tua top-3 del momento …
R- Mayth – Barbie Girl (Manian RMX)
Pakito – Living on Video
Verano – Disc-o-Tec
(fuori gara: Sister Golden Hair, Rob Mayth remix, che in realtà è stato il disco in assoluto più ballato durante i miei ultimi set)

- Hai tanta fiducia nei giovani ragazzi alle prime armi con le produzioni, tanto da organizzare periodicamente dei contest per far remixare i tuoi singoli. Quali sono i consigli che dai più spesso ?
R- 1) mettere le voci bene a tempo
2) dare consistenza alla canzone, cioè non mettere 20 parti diverse ma fare in modo che 3 o 4 parti principali siano armoniche tra loro

-Suoni in tutta Europa, qual è la nazione dove ti piace maggiormente esibirti?
R- Nell’ordine: Polonia, Francia, Austria, Repubblica Ceca, Italia, Germania, Spagna.

- Bene, grazie per la disponibilità Gabriele !! In ultimo ti faccio lasciare un messaggio per tutti gli amanti della dance … e qui ti puoi sbizzarrire ?
R- Il messaggio è stato lanciato, forte e chiaro, poche righe fa, ma per la gioia degli amanti della dance, lo ripeto: preparatevi ad un boom massiccio della vostra musica preferita e ad un grande ridimensionamento del “fenomeno house”.