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It's Time to Dance  
Intervista Mario Fargetta di Luca Giampetruzzi
 
Un personaggio che non ha certo bisogno di troppe presentazioni. Tra il suo lavoro in radio e le tante serate, Fargetta continua ottimamente a proporre grandi produzioni, come questo nuovo singolo, impreziosito dalla presenza alla parte vocale di Mario Biondi, astro nascente del genere soul/jazz.

Diverse le versioni presenti nel singolo targato Rise, tra cui il remix di Alex Gaudino & Jason Rooney e la splendida versione targata Get-Far, pseudonimo dello stesso dj milanese. Di questo e altro ne abbiamo parlato direttamente con lui telefonicamente …
 

- Ciao Mario, un grosso benvenuto su queste pagine. Andiamo dritti al sodo e parliamo del tuo atteso nuovo singolo “No matter”, con la collaborazione dei Montecarlo 5 e Mario Biondi ?
R- Ciao Luca e ciao a tutti i lettori !! “No matter” è nato da un’idea dei Montercarlo 5, ovvero quattro “disgraziati” toscani, miei carissimi amici, che due anni fa circa mi portarono un provino di questo pezzo (cover di Jack Radics) dalla voce graffiante e prepotente, appunto quella di Mario Biondi. Il brano mi è subito piaciuto moltissimo e ho deciso di curare personalmente tutta la produzione, che come si è potuto notare è durata parecchio, dando vita però ad un prodotto che a mio parere è decisamente ottimo. Sicuramente poi il “destino” ci ha aiutato parecchio, visto che proprio in questo periodo Mario Biondi è esploso con il suo pezzo da solista “This is what you are” diventando il cantante del momento … a lui tra l’altro “No matter” piace tantissimo e mi ha concesso con grande piacere la liberatoria per questo singolo.

- Il brano a mio parere, è uno dei migliori che tu abbia mai fatto. Sei anche tu di questo parere oppure c’è sempre qualche tuo pezzo del passato che ritieni “insuperabile” ?
R- Di pezzi belli sicuramente ne ho fatti ma più che altro rimango legato alla bellezza di un brano associato ad un determinato periodo. “Music”, produzione del ‘92/’93 è stato senza dubbio un grande brano e lo rimane ancora oggi, come anche ad esempio “I will rise again”, che a mio parere risulta ancora oggi molto attuale tanto che molti dj mi dicono di suonarlo ancora spesse volte. Come ho detto prima considero “No matter” molto bello, se non altro per il tempo che ci ho messo nel produrla insieme al mio musicista Cristian Piccinelli !!

- Il featuring di Mario Biondi dona indubbiamente ancora più magia al pezzo. Quanto pensi possa aiutare la voce di questo cantante a lanciare il progetto al di là del semplice “recinto” della dance ?
R- Io direi 50% e 50%, nel senso che è si un pezzo da discoteca ma proprio come hai detto tu la voce di Mario Biondi potrà permettere l’eventuale “crossover” al pezzo. Il tempo poi dirà se “No matter” riuscirà ad uscire fuori dall’Italia e diventare un successo mondiale (che è l’obiettivo che ogni produttore spera di raggiungere), come tra l’altro sta avvenendo per “Shining star”, anch’essa concepita parecchio tempo fa. A questo aggiungo che anche Linus è stato entusiasta di questo nuovo disco e tutto ciò la considero una bella soddisfazione visto che negli ultimi anni Deejay è stata un po’ restia a programmare la dance prodotta in casa :-)

- Con questo pezzo sei anche approdato in Time, sulla sub-label Rise. Come mai questa scelta dopo parecchi singoli con la tua etichetta ?
R- Be’ a questa domanda rispondo semplicemente dicendo che considero Alex Gaudino (a&r della Rise) un fratello … e questo dice tutto :-)

- Come vedi la scena dance italiana ? Pensi ci sia un modo di uscire da questo periodo di crisi che sta durando più del dovuto ?
R- Penso solo che non se ne uscirà, solo per il fatto che è completamente cambiato il “metodo” di vendita e fruizione della dance. Non si può pensare di fare il disco, stamparlo e mandarlo ai negozi aspettando che faccia il botto. E’ cambiato tutto rispetto agli anni ’80 e ’90, e dopo un periodo di saturazione del mercato, fenomeno ovviamente prevedibile, si è arrivati alla crisi, e sicuramente Internet e i download illegali hanno fatto la loro parte. Poi penso comunque che se un disco è bello è bello e quindi la possibilità che venda ci sia sempre ma purtroppo i periodi di Technotronic e La Bouche sono finiti da un pezzo !!

- Le radio di certo però non aiutano il genere a risalire la china. Come spieghi questo appiattimento generale dei network che sembrano non dare più spazio alla dance ?
R- Forse la spiegazione sta nel fatto che le stesse radio negli anni passati ne hanno “masticata” troppa e ora c’è un periodo di rigetto, dovuto ovviamente anche al fatto che questo genere, come ti dicevo prima, non vende più come una volta. Questo, a parere mio, è stata una scelta sbagliata, perché la dance è sempre un genere “forte”. Conferma arriva anche ad esempio dal mercato del vinile che continua a fare ottimi numeri in tutto il mondo. Più che altro sembra che la dance sia stata condensata tutta nel weekend nelle fasce serali, ad orari magari un po’ più di “nicchia” rispetto alle fasce pomeridiane in cui si trovava prima.

- E’ un periodo di revival, tra serate, programmi radiofonici e compilation (tra cui la Deejay Time Collection) gli anni ’90 sembra stiano tornando prepotentemente alla ribalta. Come spieghi questo fenomeno ?
R- E’ un fenomeno normale, che fa parte della storia. E’ ciclico, come lo è stato negli anni ’70 e ’80. Non mi meraviglio.

- A questo proposito, voglio la verità … ti mancano il Deejay Time e la Deejay Parade ?
R- Certo che mi mancano !! E’ stato un periodo assolutamente fantastico e oserei dire irripetibile. Quando ti trovi 14.000 persone (come nel caso del Ferragosto ’94 all’Aquafan o ai Capodanni al Forum di Assago) che vengono a vedere quattro ragazzi (Albertino, io, Molella e Prezioso) che mettono dischi manco fosse un concerto vuol dire che hai lasciato il segno, come anche andare in giro e sentire i ragazzini che ripetono gli slogan del programma. Abbiamo creato un movimento e forse solo con il passare degli anni ci siamo resi conto di tutto quello che abbiamo fatto. Oggi sarebbe decisamente difficile ricreare tutto ciò ma solo per il fatto che la gente ha altro di molto più importante a cui pensare !!

- Sei sulla scena da oltre 20 anni, e il coronamento alla tua carriera l’hai avuto con il Leone D’Oro alla carriera. Cosa hai provato in quei momenti ?
R- Come hai detto tu, è stato il coronamento della mia carriera. Sono stati dei bellissimi momenti, anche se devo dire che mi sentivo un po’ vecchio in mezzo agli altri invitati, visto che di solito questi premi si ricevono quando si è in età più “avanzata”. La soddisfazione è stata grande, anche per il fatto che quella dei dj è una categoria che ha debuttato quest’anno nei premi e nessuno ha avuto da ridire quando è stato fatto il mio nome.

- Quanto è dura rimanere sulla cresta dell’onda per tutto questo tempo e soprattutto avere sempre gli stessi stimoli ?
R- E’ difficile, sicuramente. Tutto cambia velocemente, nella tecnologia, nella musica e solo il fatto di rimanere “aggiornati” è un grosso sforzo. Da questo punto di vista però mi ritengo fortunato e credo di essere stato sempre al passo con i tempi, è “No matter” ne è una conferma …

- Una domanda sui progetti discografici futuri è d’obbligo …
R- Tra poco sarà disponibile su Melodica un progetto firmato Fargetta and Cassani intitolato “Incredible”, pezzo pop in cui abbiamo sperimentato un po’. Sarà comunque presente una versione dance. Per quanto riguarda i remix, ne ho nel cassetto uno per un nome noto del panorama pop italiano più uno per “Pupunanny” di Afrika Bambaataa, che avevo già remixato con ottimo successo nell’estate del 1994 e che mi hanno detto che ancora oggi va forte in Inghilterra.

- L’intervista è giunta al termine. Vuoi mandare un messaggio ai lettori ? Ah, dimenticavo … auguri anche per “l’erede” in arrivo !!
R- Posso solo dire che spero sempre di allietarvi con la mia musica e di non farvi mai smettere di ballare !! Grazie a tutti e un grosso saluto da Fargetta