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Ciao Mario, un grosso benvenuto su queste
pagine. Andiamo dritti al sodo e parliamo
del tuo atteso nuovo singolo “No matter”,
con la collaborazione dei Montecarlo 5 e
Mario Biondi ?
R- Ciao Luca e ciao a tutti i lettori !!
“No matter” è nato da
un’idea dei Montercarlo 5, ovvero
quattro “disgraziati” toscani,
miei carissimi amici, che due anni fa circa
mi portarono un provino di questo pezzo
(cover di Jack Radics) dalla voce graffiante
e prepotente, appunto quella di Mario Biondi.
Il brano mi è subito piaciuto moltissimo
e ho deciso di curare personalmente tutta
la produzione, che come si è potuto
notare è durata parecchio, dando
vita però ad un prodotto che a mio
parere è decisamente ottimo. Sicuramente
poi il “destino” ci ha aiutato
parecchio, visto che proprio in questo periodo
Mario Biondi è esploso con il suo
pezzo da solista “This is what you
are” diventando il cantante del momento
… a lui tra l’altro “No
matter” piace tantissimo e mi ha concesso
con grande piacere la liberatoria per questo
singolo.
- Il brano a mio
parere, è uno dei migliori che tu
abbia mai fatto. Sei anche tu di questo
parere oppure c’è sempre qualche
tuo pezzo del passato che ritieni “insuperabile”
?
R- Di pezzi belli sicuramente ne ho fatti
ma più che altro rimango legato alla
bellezza di un brano associato ad un determinato
periodo. “Music”, produzione
del ‘92/’93 è stato senza
dubbio un grande brano e lo rimane ancora
oggi, come anche ad esempio “I will
rise again”, che a mio parere risulta
ancora oggi molto attuale tanto che molti
dj mi dicono di suonarlo ancora spesse volte.
Come ho detto prima considero “No
matter” molto bello, se non altro
per il tempo che ci ho messo nel produrla
insieme al mio musicista Cristian Piccinelli
!!
- Il featuring
di Mario Biondi dona indubbiamente ancora
più magia al pezzo. Quanto pensi
possa aiutare la voce di questo cantante
a lanciare il progetto al di là del
semplice “recinto” della dance
?
R- Io direi 50% e 50%, nel senso che è
si un pezzo da discoteca ma proprio come
hai detto tu la voce di Mario Biondi potrà
permettere l’eventuale “crossover”
al pezzo. Il tempo poi dirà se “No
matter” riuscirà ad uscire
fuori dall’Italia e diventare un successo
mondiale (che è l’obiettivo
che ogni produttore spera di raggiungere),
come tra l’altro sta avvenendo per
“Shining star”, anch’essa
concepita parecchio tempo fa. A questo aggiungo
che anche Linus è stato entusiasta
di questo nuovo disco e tutto ciò
la considero una bella soddisfazione visto
che negli ultimi anni Deejay è stata
un po’ restia a programmare la dance
prodotta in casa :-)
- Con questo pezzo
sei anche approdato in Time, sulla sub-label
Rise. Come mai questa scelta dopo parecchi
singoli con la tua etichetta ?
R- Be’ a questa domanda rispondo semplicemente
dicendo che considero Alex Gaudino (a&r
della Rise) un fratello … e questo
dice tutto :-)
- Come vedi la
scena dance italiana ? Pensi ci sia un modo
di uscire da questo periodo di crisi che
sta durando più del dovuto ?
R- Penso solo che non se ne
uscirà, solo per il fatto che è
completamente cambiato il “metodo”
di vendita e fruizione della dance. Non
si può pensare di fare il disco,
stamparlo e mandarlo ai negozi aspettando
che faccia il botto. E’ cambiato tutto
rispetto agli anni ’80 e ’90,
e dopo un periodo di saturazione del mercato,
fenomeno ovviamente prevedibile, si è
arrivati alla crisi, e sicuramente Internet
e i download illegali hanno fatto la loro
parte. Poi penso comunque che se un disco
è bello è bello e quindi la
possibilità che venda ci sia sempre
ma purtroppo i periodi di Technotronic e
La Bouche sono finiti da un pezzo !!
- Le radio di certo
però non aiutano il genere a risalire
la china. Come spieghi questo appiattimento
generale dei network che sembrano non dare
più spazio alla dance ?
R- Forse la spiegazione sta nel fatto che
le stesse radio negli anni passati ne hanno
“masticata” troppa e ora c’è
un periodo di rigetto, dovuto ovviamente
anche al fatto che questo genere, come ti
dicevo prima, non vende più come
una volta. Questo, a parere mio, è
stata una scelta sbagliata, perché
la dance è sempre un genere “forte”.
Conferma arriva anche ad esempio dal mercato
del vinile che continua a fare ottimi numeri
in tutto il mondo. Più che altro
sembra che la dance sia stata condensata
tutta nel weekend nelle fasce serali, ad
orari magari un po’ più di
“nicchia” rispetto alle fasce
pomeridiane in cui si trovava prima.
- E’ un
periodo di revival, tra serate, programmi
radiofonici e compilation (tra cui la Deejay
Time Collection) gli anni ’90 sembra
stiano tornando prepotentemente alla ribalta.
Come spieghi questo fenomeno ?
R- E’ un fenomeno normale, che fa
parte della storia. E’ ciclico, come
lo è stato negli anni ’70 e
’80. Non mi meraviglio.
- A questo proposito,
voglio la verità … ti mancano
il Deejay Time e la Deejay Parade ?
R- Certo che mi mancano !! E’ stato
un periodo assolutamente fantastico e oserei
dire irripetibile. Quando ti trovi 14.000
persone (come nel caso del Ferragosto ’94
all’Aquafan o ai Capodanni al Forum
di Assago) che vengono a vedere quattro
ragazzi (Albertino, io, Molella e Prezioso)
che mettono dischi manco fosse un concerto
vuol dire che hai lasciato il segno, come
anche andare in giro e sentire i ragazzini
che ripetono gli slogan del programma. Abbiamo
creato un movimento e forse solo con il
passare degli anni ci siamo resi conto di
tutto quello che abbiamo fatto. Oggi sarebbe
decisamente difficile ricreare tutto ciò
ma solo per il fatto che la gente ha altro
di molto più importante a cui pensare
!!
- Sei sulla scena
da oltre 20 anni, e il coronamento alla
tua carriera l’hai avuto con il Leone
D’Oro alla carriera. Cosa hai provato
in quei momenti ?
R- Come hai detto tu, è stato il
coronamento della mia carriera. Sono stati
dei bellissimi momenti, anche se devo dire
che mi sentivo un po’ vecchio in mezzo
agli altri invitati, visto che di solito
questi premi si ricevono quando si è
in età più “avanzata”.
La soddisfazione è stata grande,
anche per il fatto che quella dei dj è
una categoria che ha debuttato quest’anno
nei premi e nessuno ha avuto da ridire quando
è stato fatto il mio nome.
- Quanto è
dura rimanere sulla cresta dell’onda
per tutto questo tempo e soprattutto avere
sempre gli stessi stimoli ?
R- E’ difficile, sicuramente. Tutto
cambia velocemente, nella tecnologia, nella
musica e solo il fatto di rimanere “aggiornati”
è un grosso sforzo. Da questo punto
di vista però mi ritengo fortunato
e credo di essere stato sempre al passo
con i tempi, è “No matter”
ne è una conferma …
- Una domanda
sui progetti discografici futuri è
d’obbligo …
R- Tra poco sarà disponibile su Melodica
un progetto firmato Fargetta and Cassani
intitolato “Incredible”, pezzo
pop in cui abbiamo sperimentato un po’.
Sarà comunque presente una versione
dance. Per quanto riguarda i remix, ne ho
nel cassetto uno per un nome noto del panorama
pop italiano più uno per “Pupunanny”
di Afrika Bambaataa, che avevo già
remixato con ottimo successo nell’estate
del 1994 e che mi hanno detto che ancora
oggi va forte in Inghilterra.
- L’intervista
è giunta al termine. Vuoi mandare
un messaggio ai lettori ? Ah, dimenticavo
… auguri anche per “l’erede”
in arrivo !!
R- Posso solo dire che spero sempre di allietarvi
con la mia musica e di non farvi mai smettere
di ballare !! Grazie a tutti e un grosso
saluto da Fargetta
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